Stipendi e meritocrazia Scuola, rileggetevi Marx

  • Tony Saccucci

Sabato è finita la consultazione su La Buona Scuola. Il Ministro ha dichiarato: “Per quanto riguarda le richieste dei docenti è stata evidenziata la voglia di meritocrazia”. Ho già detto che non mi fido della veridicità di questa consultazione. E il campione consultato è troppo ristretto. Ma considero vere le parole della Giannini per parlare del merito, questione che spaventa molti insegnanti. È giusto pagare di più chi “insegna meglio”? (lasciando da parte l’enorme problema di “come” misurarlo). Io dico che in una società ideale sarebbe ingiusto. Nessuno dovrebbe essere pagato di meno se è meno bravo. Perché, magari, è solo meno intelligente. In una società ideale ognuno dà rispetto alle proprie possibilità e riceve rispetto ai propri bisogni. Vige il diritto alla diseguaglianza, perché siamo tutti diversi. E questo vale per tutti i campi lavorativi. Ci sono insegnanti e lavoratori in generale diversi, perché diversi sono gli uomini.

Nella nostra società invece, dove il diritto è il diritto borghese all’eguaglianza, ognuno riceve secondo il proprio lavoro (almeno sulla carta). Lavori meglio o di più e guadagni di più. Il lavoro ha un valore uguale per tutti, il valore del lavoro, appunto. Anche del lavoro specializzato. Ma si dice che la docenza non è un lavoro come gli altri. È specializzato speciale. D’accordo, sono il primo a pensarlo. E però, poiché un insegnante vive nella società reale e non in quella ideale, anch’esso si adegua al diritto all’eguaglianza. Finché non arriverà il mondo in cui le forze produttive saranno così potenti da rendere (quasi) nullo il lavoro umano e con esso il suo valore, anche gli insegnanti, pur nella loro specificità morale e politica, si adeguano alla normalità economica: i professionisti della trasmissione del sapere vengono trattati attraverso il diritto all’uguaglianza. Diritto che presuppone una diversità individuale di trattamento economico secondo il merito.

PS1. Vorrei precisare che oggi il meno bravo degli insegnanti dovrebbe percepire emolumenti pari al doppio della miseria attuale. Solo da quella base si deve parlare poi di meritocrazia.

PS2. Questo articolo è liberamente tratto da Karl Marx, Critica del programma di Gotha, 1875.

TONY SACCUCCI, INSEGNANTE E SCRITTORE

Articoli Correlati

Il biocentrismodel M5s romano

L'opinione di Tony Saccucci

La fragilità del corpo docente

Il commento di Tony Saccucci sugli attacchi ad Agnese Landini

Se il docentenon fa lo scontrino

L'Opinione di Tony Saccucci sulle 500 euro di aggiornamento professionale concesso da Renzi agli insegnanti