Lavoro, l'età non sia discriminante

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LEGGI Selezionare posizioni lavorative ponendo limiti di età nelle inserzioni è discriminatorio. Il concetto è stato ribadito dalla Corte di Giustizia europea: l’istituzione ha dato ragione a un cittadino spagnolo che era ricorso contro una selezione pubblica per vigili urbani che poneva come età anagrafica-limite i 30 anni. La sentenza si riferisce dunque all’ambito pubblico, e farà giurisprudenza nei Paesi membri, dunque anche in Italia. Ma non si tratta certo di una novità. Infatti, il concetto di discriminazione per età risale alla direttiva-quadro 2000/78/CE, recepita in Italia dal decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216. In esso si dice che “il principio di parità di trattamento senza distinzione di religione, di convinzioni personali, di handicap, di età e di orientamento sessuale si applica a tutte le persone sia nel settore pubblico che privato”. Ma attenzione: la valutazione di dette caratteristiche non è illecita quando siano “essenziali” alla natura del lavoro richiesto. Essenzialità che deve dunque essere provata e documentata da parte del datore.

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