Autoriciclaggio? Sì, ma bisogna farlo bene

  • Beniamino Migliucci

Che si debba combattere l’infiltrazione dei capitali mafiosi nell’economia sana è cosa buona e giusta. Che con la scusa di farlo si promuovano norme che prevedano più intercettazioni e più carcere per tutti - compresi i tantissimi che con i capitali mafiosi non c’entrano niente - è cosa del tutto inaccettabile.
Il modo in cui la legge era stata preparata è indice di un modo di affrontare i temi della giustizia penale che sembra ispirato alla demagogia e al tentativo di dare risposta alle croniche emergenze mediatiche, più apparenti che reali. E non, come dovrebbe essere, alle reali esigenze di di legalità e giustizia dei cittadini.
Infatti si arrivava al paradosso  che se un ladro ruba 100 euro, e poi li spende al supermercato, non solo va punito per il furto, ma anche per l’impiego di quei soldi frutto di reato. Quindi, di fatto, viene punito due volte per lo stesso furto, per di più con pene molto più severe.
Cosa diversa è l’organizzazione criminale che guadagna con il traffico di droga e poi impiega quei soldi per aprire negozi, realizzare costruzioni o svolgere altre attività nelle quali si ritrova a fare una concorrenza sleale agli imprenditori onesti che investono nelle loro attività capitali ottenuti o guadagnati legalmente. Questo è l’autoriciclaggio da punire, non altro.

Gli effetti negativi della normativa sull’auto riciclaggio fortunatamente sono stati limitati dall’accoglimento  di alcune correzioni apportate alla stessa anche dall’Unione delle Camere Penali, il che ha consentito di evitare alcuni degli aspetti più gravi della stessa e cioè che fosse punito due volte per lo stesso fatto anche chi con la criminalità organizzata o economica non c’entra nulla.
Se le cose stanno così, risulta incomprensibilmente la posizione critica dell'Associazione Magistrati, che pare nascondere le finalità di ottenere una norma ad amplissimo spettro applicativo che consenta l’avvio di indagini su base discrezionale, magari con l’ausilio di intercettazioni indiscriminate. L’Unione Camere Penali si opporrà a progetti di questo tipo e si impegnerà affinché non vengano approvati.

Beniamino Migliucci
presidente dell'Unione delle camere penali

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