Italia ferita dal dissesto Chi sbaglia paghi

  • DISSESTO IDROGEOLOGICO

DISSESTO. L’accelerazione dei problemi relativi al dissesto idrogeologico, diventati ormai un appuntamento quasi settimanale della cronaca nazionale, ci obbliga ad una riflessione. Le strade cittadine trasformate in impetuosi corsi d’acqua, le abitazioni e i negozi completamente sommersi, le auto che galleggiano senza controllo, ancora con i fari accesi, non sono una scena apocalittica di un disastro epocale, ma quasi la routine in questo Paese. Cambia il giorno, cambia la località, ma la notizia è sempre quella: la conta dei danni e dei morti. Anche le immagini, che rimbalzano dalle agenzie e dai telegiornali, sono talmente simili tra loro da non suscitare più lo sgomento che meritano, in questa macabra ricorrenza di dolore.

Ma i cambiamenti climatici, con le conseguenti piogge equatoriali, interessano solo il nostro Paese? Non credo. E allora perché le cronache degli Stati limitrofi non ci parlano di questi disastri? Perché la Svizzera, L’Austria, la Francia, la Germania - ma potremmo continuare per molto – interessate quasi sempre da questi fenomeni non accusano il colpo?

La risposta ce la fornisce il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli: «Sulla messa in sicurezza del territorio l’Italia ha lasciato venti anni per la strada». Miopia di chi ci ha governato o più semplicemente corruzione? Difficile la risposta, ma la realtà è davanti gli occhi di tutti. In questo quadro  le recenti affermazioni del Ministro dell’Ambiente Galletti rappresentano un momento di rottura con il passato. «Mai più condoni edilizi» ha affermato in modo deciso, e chi li compie deve rispondere di «tentato omicidio». Ma alle frasi del Ministro, che potrebbero lasciare il tempo che trovano, fa eco la presentazione di un Piano anti dissesto che prevede un investimento di 9 miliardi nei prossimi 7 anni. Sarebbero denari ben spesi visto che la mancata manutenzione dei territori costa al nostro Paese centinaia di milioni ogni anno, oltre a tante innocenti vittime. Ma attenzione, Ministro Galletti, perché la misura dei cittadini è piena. È giunto il momento dei fatti e non delle promesse ed è per questo che la prendiamo in parola quando promette che «bisogna intervenire in maniera molto dura: chi inquina e non tutela il territorio deve andare in galera».

MAURO SPAGNOLO (DIRETTORE DI RINNOVABILI.IT)

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