Ferrovie punta su bus e metrò

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TRASPORTI  Il terremoto in corso nel trasporto pubblico lombardo potrebbe presto essere avvertito in molte altre regioni. Lo stop imposto da Fs alla nomina di Cinzia Farisè come nuovo amministratore delegato di Trenord potrebbe infatti rivelarsi la prima, violenta “scossa” indotta e celare una precisa strategia dell'azienda del Frecciarossa.

 

Lo stop al nuovo ad

Venerdì scorso il Cda di Trenord avrebbe dovuto nominare Cinzia Farisè nuovo ad, dopo l'uscita di Luigi Legnani e le polemiche seguite alla pubblicazione di un rapporto sullo stato dei servizi ferroviari. Ma Fs (secondo azionista di Trenord) ha chiesto l'azzeramento di tutto il Cda. Mossa che aveva l'obiettivo di far saltare proprio la nomina di Farisè, manager indicata dal presidente della Lombardia, Roberto Maroni. Che  rassicura e replica: «Non c'è dubbio che lei sarà il nuovo amministratore delegato». Per le Ferrovie, Trenord sarebbe vittima di pesanti interferenze politiche che penalizzano la gestione dell'azienda.

La soluzione, per il vertice di Fs, sarebbe quindi l'azzeramento dell'attuale vertice e la nomina di un Cda prettamente tecnico, in grado anche di rilanciare l'azienda in tempi rapidissima in vista di Expo 2015. Chi vincerà il braccio di ferro? Quella che si apre oggi sarà una settimana decisiva in questo senso. Secondo Legambiente, comunque, «il blocco della nomina del nuovo amministratore delegato di Trenord è l’ennesimo segnale del fallimento del matrimonio ferroviario consumato nel 2011 tra le Ferrovie Nord e le Ferrovie dello Stato. La produttività del lavoro è crollata, mentre i costi sono aumentati; le promesse “economie di scala”, derivanti dalla fusione dei due vettori, sono diventate enormi “diseconomie di scala”».

Messori: “Nuova fase”

I fatti lombardi sono perfettamente in linea con la nuova strategia delle Ferrovie dello Stato, confermata dal presidente Marcello Messori, che in audizione al Senato la scorsa settimana aveva indicato la strada da percorrere: «Oggi si apre una nuova fase per il gruppo, una fase di riorganizzazione. C'è l'esigenza di abbassare lo scalino che si è creato tra il servizio dell'Alta Velocità, con gli altri servizi di Trenitalia, quelli tradizionali a lunga percorrenza e il trasporto pubblico locale». Insomma l’Alta Velocità è il fiore all’occhiello del servizio ferroviario nazionale ma adesso deve esserlo anche il trasporto regionale. Un gap che va colmato perché «se ognuno guarda il suo settore l’azione non è organica». E l’ad di Fs Elia è sceso nel dettaglio: «Nel traffico regionale abbiamo pullman che fanno la stessa strada dei treni, orari di arrivo dei treni non coincidenti con quelli di partenza di pullman o navi. Ci vuole qualcuno che assuma l'onere di coordinare un piano mobilità». Tra l’altro da oggi i biglietti e gli abbonamenti Fs potranno essere acquistati anche nelle ricevitorie Sisal. Ed ecco la candidatura: «Fs ha speso 3 miliardi per il Tpl. Un investimento consistente. Ci siamo proposti come collegamento, e non come dice qualcuno “volete comprare l'Atac o l'Atm”». Integrazione, insomma. La parola passa al governo: è a livello centrale che viene gestita la cabina di regia sul trasporto pubblico locale e saranno Renzi e Lupi a dover dare una risposta alle ferrovie.

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