Privacy officer in arrivo anche in Italia

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ROMA È un professionista specializzato nell’evitare multe da capogiro quando si parla di protezione dei dati. Si chiama privacy officer e in 15 altre nazioni europee è già obbligatorio nelle aziende o incentivato dalla legge, per non parlare degli Stati Uniti dove esiste dagli anni ’90. Ma è una professione destinata ad affermarsi in breve tempo pure in Italia, complice anche il regolamento europeo sulla protezione dei dati, che lo imporrà a pubbliche amministrazioni e migliaia di aziende. Tanto che Federprivacy stima che ne avrebbero bisogno 2 aziende italiane su 3.

Nel nostro paese, infatti, anche se il legislatore non è ancora intervenuto per introdurre precise regole in merito, Federprivacy è iscritta presso il ministero dello Sviluppo Economico come associazione professionale che rappresenta i privacy officer in base alla legge 4/2013, e ha già realizzato la certificazione di questa figura con l’ente tedesco TÜV Examination Institute, che rilascia il riconoscimento basato sulla Norma ISO 17024 riconosciuta a livello internazionale.

I professionisti che hanno intrapreso il percorso per certificarsi sono nel nostro Paese appena 700, con soli 200 già certificati. La certificazione viene rilasciata dall’ente bavarese previo il superamento di un esame composto da prove scritte e orali, al quale i candidati vengono ammessi dopo aver frequentato un corso di formazione di 48 ore, documentando inoltre di possedere specifiche competenze ed esperienza in materia di data protection.

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