La ninna nana un toccasana per il bimbo

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BAMBINI. Dalla “Ninna nanna” di Schubert a quella di Brahms, dal “Notturno” di Chopin alla famosa “Clair de Lune” di Débussy. Diciassette brani per accompagnare i bambini fra le braccia di Morfeo, raccolti nel cd “Stella stellina” pensato dal gruppo ospedaliero MultiMedica come dono natalizio “a misura di mamma”.
La selezionata “hit” delle ninne nanne sarà regalata alle donne che partoriranno nel reparto solventi del Dipartimento materno-infantile dell’ospedale San Giuseppe di Milano. Ma tutti potranno acquistarla, a fronte di un’offerta minima di nove euro, allo Sportello nascite della struttura di via San Vittore, che sarà operativo dall’1 dicembre. È già possibile prenotare il cd inviando una e-mail (a eventi@multimedica.it).
Gli studi internazionali in materia confermano
La ninna nanna è uno dei primi generi musicali prodotti, un filo invisibile che lega la mamma al suo bambino e invita il piccolo al sonno. Ma non solo. Diversi studi internazionali – ricordano i promotori dell’iniziativa – hanno dimostrato che queste canzoncine giovano anche alla salute dei bambini. Una filastrocca cantata da mamma e papà fa bene, per esempio, ai bebè prematuri.
Tanti sono i benefici
anche per i prematuri
I ricercatori del Beth Israel Medical Center di New York, in un lavoro pubblicato su “Pediatrics”, hanno osservato che ascoltando una melodia cantata dai genitori i nati pretermine ricevono benefici evidenti: il battito cardiaco rallenta, si rilassano, mangiano e dormono meglio.
E ancora: una ricerca inglese pubblicata su “Psychology of Music” e condotta Great Ormond Street Hospital di Londra conferma che le ninne nanne di mamma e papà hanno un effetto terapeutico nei bimbi ricoverati in ospedale, in particolare nei neonati in attesa di trapianto al cuore. Infine, lo studio di un team finlandese riportato su “PlosOne” prova gli effetti benefici dell’ascolto della musica sul feto durante la gravidanza. Una volta nati, i bimbi sarebbero addirittura in grado di riconoscere, almeno per i primi quattro mesi, le melodie ascoltate nel ventre della mamma.
Come i suoni esterni
arrivano al feto
L’American Journal of Obstetrics and Ginecology ha pubblicato a tal proposito i risultati di uno studio condotto grazie all’inserimento – attraverso la cervice materna – di minuscoli microfoni posti vicino alla testa del feto, in modo da registrare come i suoni esterni arrivino al feto nell’utero.
Gli autori scoprirono che in questo ambiente si produce un suono ritmico, simile a quello dell’acqua a bassa pressione, associato al rumore sordo dell’aria che passa per lo stomaco della mamma (per saperne di più: www.musicoterapia.it e www.musictherapy.org).

METRO/ADNKRONOS