Smettiamola di navigare sempre a vista

  • Gas serra

Le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera hanno raggiunto livelli mai toccati in 800 mila anni avvicinando il Pianeta ad un punto di non ritorno. Questa, in sintesi, la cruda conclusione che emerge dal Rapporto sui cambiamenti climatici elaborato dal IPCC, la task force dell’ONU composta da scienziati ed esperti. Centinaia tra le più autorevoli personalità scientifiche della Terra che hanno analizzato gli stravolgimenti climatici in atto, sia dalla parte delle cause che da quella degli effetti, raggiungendo un punto condiviso, e decisamente poco confortante per il futuro della razza umana: il global warming è riconosciuto indiscutibilmente come la causa delle sempre più estreme ondate di calore, delle alluvioni, dell’acidificazione degli oceani e dell’aumento del livello del mare. “La scienza ha parlato e non vi è alcun dubbio nel suo messaggio. I leader devono agire, il tempo non è dalla nostra parte”, ha affermato, commentando i dati,  il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. Ma è lo stesso ONU che ci indica la difficile via di uscita: ridurre le emissioni dal 40% al 70% per il 2050 e, reggetevi forte, eliminarle completamente (rispetto ai valori preindustriali) per il 2100. Ma quando ogni presa di coscienza sembrerebbe portare a ragionamenti disperati, è ancora l’IPCC, nella persona del suo responsabile Pachauri, ad aprire ad un cauto ottimismo “Le soluzioni sono molte e consentono la continuazione dello sviluppo economico e umano. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la volontà di cambiare…” .

Ridurre le emissioni dal 40% al 70% per il 2050 e, reggetevi forte, eliminarle completamente (rispetto ai valori preindustriali) per il 2100...

In altre parole la conoscenza scientifica e la tecnologia ci offrono soluzioni per contenere il problema climatico del pianeta, ma non potranno essere efficaci senza il coraggio di una profonda trasformazione. Una trasformazione che deve mettere in discussione lo stile di vita di ognuno di noi indirizzandolo non ai sacrifici, non alle limitazioni, ma alla semplice razionalizzazione del rapporto tra la nostra esistenza ed i suoi effetti sul pianeta. Tale rapporto deve tendere, quanto più possibile, al valore zero, basandosi sull’efficienza energetica,  sull’uso delle fonti rinnovabili, sui prodotti a Km 0, sulla mobilità elettrica, sui greenbuildig, e…. allora guardiamo lontano e smettiamola di navigare a vista, magari autorizzando perforazioni petrolifere nei mari nostrani. 

MAURO SPAGNOLO
Direttore di Rinnovabili