Università troppo costosa per la metà dei diplomati

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ROMA Quasi uno studente su due non prosegue gli studi dopo il diploma per mancanza di risorse economiche e perchè non ritiene che essere laureati aiuti realmente nella ricerca del lavoro. Ad orientare la scelta del percorso di studio sono soprattutto la passione e la predisposizione più che la spendibilità nel lavoro. Questi i risultati della ricerca “Formazione tecnico-scientifica e lavoro: l'esperienza dei giovani”, condotta da Fondazione Sodalitas e Randstad Italia su un campione di 1.460 studenti tra i 15 e i 29 anni.

Alla scuola e all’università è riconosciuto un ruolo informativo ma non di orientamento effettivo; 9 giovani su 10 chiedono di intensificare le esperienze in azienda durante la scuola e ritengono sia ancora troppo forte il gap scuola-impresa. Più ottimismo, però, tra i giovani che hanno scelto percorsi di studio scientifici.
Inoltre, secondo i dati   di Fondazione Istud, finalizzati a confrontare gli orientamenti professionali dei giovani in 8  Paesi (Brasile, Cina, Germania, India, Italia, Polonia, Uk e Usa), uno studente italiano su due non vede alcune prospettiva professionale nel proprio Paese, non ritiene che investire nella propria formazione possa fare la differenza (solo l’11,3% del campione pensa di frequentare un master) e considera preferibile cercare lavoro all’estero (il 41,6% contro, per esempio, il 23,3% di Brasile e India). Uno scenario, questo, confermato anche dal fatto che, se da un lato l'Europa chiede che entro il 2020 il 40% della popolazione acceda agli studi superiori, l’Italia risulta il Paese più lontano da questo obiettivo.

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