Una vita più semplice con la App tuttofare

  • Tecnologia

TENDENZE. Essere avvisati se alla guida si supera il limite di velocità o se si entra in una zona senza campo, ma anche ascoltare in automatico la propria playlist preferita quando si corre. E, ancora, ricevere una notifica se il meteo prevede pioggia, in modo da non dimenticare l’ombrello; oppure, se la batteria dello smartphone è sotto il 30%, spegnere in automatico wi-fi, connessione, bluetooth.
Sono solo alcune delle cose che la nuova App Atooma, a breve disponibile anche per iOS, permette di fare. In un futuro non distante e con l’ausilio delle aziende produttrici di dispositivi connessi, si potrà spingere perfino oltre. Accendere a distanza il  condizionatore per trovare in casa una temperatura gradevole, ma anche far partire la lavastoviglie di sera, quando l’energia elettrica costa meno. 
Il potere nelle mani - neanche troppo esperte - di utenti che imposteranno i fondamentali della propria vita, facendosi coadiuvare dalla tecnologia. Questo l’atout della startup, tutta italiana e totalmente gratuita, che esegue smart actions. Ce ne sono alcune già preimpostate, che rispondono al meccanismo “if, do” ovvero ad azione corrisponde sempre una determinata reazione. Moltissime le combinazioni possibili, ad eseguire comandi, per rendere la vita più facile. 
Insomma, gli oggetti di uso quotidiano, non solo saranno azionati a distanza, ma potranno performare azioni automatiche preimpostate, agendo in contemporanea tra loro. Lo smartwatch ci geo-localizzerà vicino a un supermercato, mentre il frigorifero ci avvertirà di ricomprare quanto manca in dispensa. Sempreché il produttore del frigo preveda in qualche modo una connessione con uno smartphone o similia. E, allora, l’internet of things sarà realtà: compiuta la convergenza tra tecnologie, oggetti inanimati come sensori, cloud e connessioni mobili diverranno indipendenti. 
Una vita senza sbagli, quella che ci attende? Regolata e scandita, dove potremmo dimenticarci di comprare il latte, tanto ci sarà qualcuno a ricordarcelo? Nella babele digitale dove annaspiamo, quando già rientrare in casa e timbrare il cartellino famigliare è un’impresa, potremo almeno godere del sonno dei giusti, schermati dalle impetuose suonerie che il cellulare ci propina, da mane a sera.

ALESSIA CHINELLATO, giornalista

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