Tasi, ultima chiamata per i Comuni in ritardo

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FISCO Oltre il 45% degli oltre 8 mila Comuni italiani non ha ancora deliberato l'aliquota della Tasi. Lo rilevava, giorni fa, Federconsumatori, mentre ieri l’Anci sottolineava, preoccupata, che la mancata delibera comporta un mancato introito e una maggior difficoltà «nel tutelare le fasce deboli». Il tempo stringe. Domani scatta il termine ultimo per la delibera, dopodiché la Tasi si pagherà in una unica soluzione entro il 16 dicembre. Così, però, la tassa potrà essere applicata solo con l’aliquota base dell’1 per mille.  E la parte dovuta dall’occupante l’appartamento sarà calcolata nella misura del 10% dell’ammontare complessivo del tributo.

Uno studio dei Caf Acli pubblicato ieri sul Sole24Ore, intanto, accende una polemica. Secondo l’Acli (analisi su 4 mila Comuni) l’aliquota Tasi corre in media verso l’1,94 per mille, il doppio di quella “base”. L’Anci risponde che per legge la Tasi deve compensare il gettito dell'Imu sull'abitazione principale abolita; che Governo e Parlamento hanno scelto di non mantenere nella Tasi le agevolazioni di base sull'abitazione principale; che i Comuni hanno subito dal 2011 al 2014 tagli per 8,5 miliardi, più 9 miliardi di vincoli del Patto di stabilità.

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