Nuovo libretto d'impianto per caldaie e climatizzatori

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ROMA. Il vecchio libretto d’impianto va conservato, per prudenza. Ma dal 15 ottobre scorso è entrata in vigore la norma nazionale (Dpr 74/13) che prevede una nuova prassi. Ora il libretto d’impianto si sdoppia: ce ne sarà uno per certificare l’efficienza energetica degli impianti (non più solo di riscaldamento, ma anche di climatizzazione, o fotovoltaici, o comunque solari) e un altro per tener conto dell’attività manutentiva a fini di sicurezza. L’obbligo riguarda proprietari e amministratori, ma anche affittuari (non quelli che vivono in un condominio con impianti centralizzati, dove la responsabilità è dell’amministratore), insomma gli “occupanti” l’appartamento. Attenzione, però: non è assolutamente il caso, come raccomandano gli esperti del network di specialisti Domotecnica, di affannarsi a rinnovare i libretti per evitare le sanzioni (dai 500 euro ai 3 mila): non si dovrà fare altro, infatti, che rispettare la consueta tempistica periodica per la revisione degli impianti; e solo allora chiedere al manutentore specializzato (con i requisiti di legge, kettere c, d e del decreto 37/08, ex 46/90) di rilasciare la documentazione necessaria.

Quanto ci costerà? Prima la semplice visita di controllo e verifica costava sui 100 euro. Adesso con l’aggiunta dei controlli e della sanificazione, per una caldaia collegata a 4-5 caloriferi e un condizionatore con 2-3 split, la spesa si aggira sui 200 euro.

 

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