Esame di maturità una farsa italiana

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ARGOMENTI. Ieri mattina una studentessa della quinta liceo, tutta sconsolata, mi chiama e mi fa: “Prof, ha visto che disastro? Avremo i membri esterni”. “È un bene – le rispondo – Te ne accorgerai tra qualche anno”. 
Pare proprio che la studentessa abbia ragione, non a preoccuparsi, ma a sostenere che l’esame sarà come prima. Pare, però. Per chi avesse perso l’ultima puntata della serie sulla maturità sappia che dopo l’episodio in cui nella legge di stabilità erano spariti i membri esterni, e forse la diaria per quelli interni con un risparmio complessivo di 147 milioni di euro, ne è andato in onda un altro in cui quella stessa legge nella discussione in parlamento non prevedeva più la modifica. Sparita come per magia. Come se non fosse mai stato detto che bisognava cambiare l’esame di stato (in peggio). In un articolo di Repubblica si faceva riferimento al fatto che Renzi si fosse impuntato e avesse preteso il dietrofront. Si ipotizzava che il premier temesse un contraccolpo sull’intera proposta di riforma, visto che questa idea dell’abolizione dei membri esterni tanto buona non è.
Magari, ipotizzo io, sarà stata la moglie, che comunque conosce bene la trincea, a spiegargli che c’era già un gran subbuglio nelle sale professori degli istituti italiani, anche da parte di chi non sarebbe del tutto contrario alla riforma.
Meno male, penso tra me e me, che avevo proposto l’abolizione dell’esame (meglio niente che una farsa). Poi mi arriva una mail da parte di uno stimatissimo collega; in allegato una lunga e ben scritta lettera al ministro in cui si analizza la follia di una commissione tutta interna e mi prega di pubblicarla, anche riassunta. Io gli rispondo che il pericolo è scongiurato. E lui mi dice manco per niente. Mi ero perso la puntata in cui un altro quotidiano ha scritto che la Giannini ha dichiarato che la modifica non passerà attraverso la legge di stabilità ma direttamente all’interno de “La buona scuola”.
Chi ci capisce qualcosa è bravo. Mi impegno a tenervi aggiornati sulle prossime puntate. Anche se spero, per il bene della scuola italiana, che si metta la parola “Fine” a questa telenovela. E si lasci l’esame così com’è ora. 

TONY SACCUCCI, insegnante e scrittore

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