Carlo Cottarelli se ne va ma io lo rimpiangerò

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ECONOMIA. Carlo Cottarelli se ne va. Questo nome a molti dice poco, ma la parola che ha regalato al vocabolario italiano, tuttavia, dice molto. Adesso la si fa anche nelle case, nelle vite delle persone normali, la si vive sulla propria pelle. Cos’è? E’ la “Spending Review” per la quale l’economista Cottarelli, pronto a tornare al Fondo Monetario Internazionale, era stato nominato Commissario dello Stato. Il nostro stato era commissariato... Doveva far lavorare chi non lavorava, falciare gli sprechi, chiudere i buchi neri dai quali esce quel mostro per il quale ogni nostro figlio che nasce ha 30 mila euro di debito sulla testa. In una lezione tenuta lunedì a Milano ha fatto un bilancio della sua esperienza.
Magro, tirato, guardingo a ogni domanda dei cronisti, si è seduto davanti alla platea con gli avvoltoi attorno che speravano la sparasse grossa. I giornalisti volevano un titolo contro Renzi, volevano la lista dei nemici, aspettavano il botto. Lui, invece, ha parlato sotto voce dicendo frasi da far gelare il sangue, passate inosservate. “Abbiamo risparmiato tra 8 e 14 miliardi che sono stati gestiti per altre priorità. Legittimo. Tuttavia si potevano abbassar le tasse”. Oppure: “Non ho mai avuto impressione che le scelte della spesa pubblica fossero dettate da un principio, ma dalla protezione di interessi particolari, da motivazioni passeggere… o dal caso”. Oppure: “Questo paese non ha visione”. O infine: “Il Governo ha fatto leggi di revisione della spesa che ha dovuto emendare perché contenenti errori. E sono troppe…”.
Nessuno si è accorto che i nemici li ha additati, eccome: sono gli italiani. Tutti: da quelli che governano a quelli che sono governati. Complimenti ai primi che hanno difeso i loro interessi riempiendosi la bocca di 80 euro qua e là. Bravi i secondi che hanno un solo obiettivo: difendere il proprio didietro. Cottarelli sta andando via e non tornerà. Non ci sarà un altro, indesiderato, commissario. E’ da considerarsi perso uno che dovrebbe essere a Capo del Governo. Il motivo? E’ capace di scelte e visioni tecniche e non politiche. Le uniche che servirebbero all’Italia che ora, salvata dall’angelo vendicatore, può continuare, come il Titanic, ad andare verso l’iceberg. Buon naufragio a tutti.

FRANCESCO FACCHINI, direttore di AlaNews

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