Bambini plusdotati “Una risorsa, non un problema”

  • Piccoli geni

ROMA. Vanno bene a scuola ma stanno male a casa, hanno problemi di adattamento e comportamento, non riescono a regolare e/o gestire le proprie emozioni, perdono motivazione per le attività didattiche e rifiutano il contesto scolastico sentendosi incompresi e annoiati.
Non è il ritratto di bambini patologici ma di minori plusdotati, che stanno malissimo seppur promossi a pieni voti. Sono in 400.000 in Italia. Si è parlato di loro il  18 ottobre a Roma grazie al seminario promosso dall'Istituto di Ortofonologia (IdO) sui “Bambini plusdotati. Una risorsa non un problema”.
L'IdO ha attivato nella capitale un Laboratorio per bambini plusdotati, in collaborazione con l'Università degli Studi di Pavia (Unipv). Il laboratorio si rivolgerà alle scuole di molte regioni italiane.

CHI SONO - «I minori plusdotati sono delle Ferrari in un corpo da cinquecento - spiega Maria Assunta Zanetti, professoressa di Psicologia dell'educazione e dell'orientamento presso l'Unipv e direttrice di LabTalento (Laboratorio Italiano di ricerca e sviluppo del potenziale, talento e plusdotazione). - hanno una grande testa e una sensibilità spiccata per le tematiche sociali, vivono i problemi del mondo in modo intenso, ma sono imprigionati in un corpo di un bambino che  necessita di giocare. E il non riconoscimento può creare un percorso disfunzionale».

«Mi batto contro la miopia istituzionale e da anni punto su un discorso di inclusione - rimarca la docente dell'Unipv - questi bambini possono rispondere con l'iperattività a contesti non supportivi. Parliamo di persone che richiedono un ambiente scolastico stimolante, ma invece sono omologate a un programma didattico omogeneo. Le scuole devono essere contesti educativi e di crescita - afferma l'esperta - per questo motivo lavoro con gli insegnanti e propongo metodologie didattiche nuove e inclusive».  Quello che serve è «mettere in atto misure educative in ambito scolastico ed extrascolastico fornendo alle famiglie strumenti di supporto. I bambini plusdotati sono isolati perché non hanno pari, ed è decisivo il ruolo dell'insegnante».
 

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