Adesso assumere un giovane è diventato conveniente

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LAVORO. Dal 2015 sarà davvero più conveniente, per le aziende, assumere i propri addetti a tempo indeterminato. Ne sono convinti i Consulenti del lavoro, che in uno studio di qualche giorno fa hanno confrontato i costi attuali di partite Iva, contratti a progetto e a tempo determinato con il contratto a tutele crescenti, così come abbozzato dalla legge delega sul Jobs Act, alla luce di quanto disposto nella legge di stabilità licenziata dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana. Una convinzione legati agli sgravi contributivi per i primi tre anni e della cancellazione della quota di Irap legata al costo del lavoro. 
Prendendo ad esempio una retribuzione lorda annua di 24.000 euro, i tecnici della Fondazione studi Consulenti del lavoro hanno calcolato che il costo azienda, con il nuovo contratto a tutele crescenti in vigore (forse) dal 2015, sarà di 26.707 euro. Una collaborazione a progetto, con lo stesso compenso lordo annuo per il lavoratore, ha attualmente un costo di 29.063 euro – costa quindi di più – mentre una partita Iva costa, sempre a parità di compenso lordo, 25.057 euro. Circa 1.700 euro in meno l’anno, è vero, ma con tutti i rischi che un ibrido simile comporta per i datori di lavoro. Stabilizzare un dipendente a tempo determinato, infine, comporterà un vantaggio addirittura di 9.250 euro annui.
Insomma, se i Consulenti del lavoro hanno contato bene e se le versioni definitive di Jobs Act e legge di Stabilità confermeranno gli sgravi contributivi e le riduzioni fiscali fin qui previste, possiamo davvero sperare che l’Italia cambi verso per quel che riguarda il mercato del lavoro. Un cambio di verso che è sempre più drammaticamente necessario. Secondo i dati pubblicati sabato dall’Istat, infatti, negli ultimi sei anni sono calati di oltre due milioni gli occupati tra i 25 e i 34 anni. Nel 2007 i lavoratori under 35 superavano i 7 milioni, oggi sono poco più di 5 milioni. 
Senza necessariamente fare il tifo per Renzi, c’è da augurarsi che le cosa vadano davvero così. Altrimenti a pagare il prezzo più alto saranno sempre i soliti, le pedine più deboli in un mercato del lavoro vecchio e immobile, che fatica sempre più a conservare le tutele per i più garantiti e continua a dimenticare chi quelle tutele non le ha mai viste, nemmeno in tv.

MICHELE CAROPRESO, giornalista

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