Tpl, mancano soldi e vere competenze

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MOBILITA'. Avrei voluto commentare una riforma del trasporto pubblico avente al centro le esigenze dei pendolari, la vivibilità delle città e le opportunità per le imprese del settore. Una riforma caratterizzata dalla lungimiranza dei politici e dalla competenza dei tecnici.
Purtroppo non c'è nessuna riforma da commentare. Ma il problema rimane, eccome. Fuori città i treni e gli autobus dei pendolari sono sempre più inefficienti. Nelle città, il trasporto pubblico è, tranne rari casi, gestito ma non pianificato, rincorrendo alla meno peggio le emergenze del momento.
I motivi? Quasi due decenni di leggi di settore contraddittorie e frammentate, la carenza “culturale” (e soprattutto tecnica) degli amministratori, il mancato uso dei Piani della Mobilità. Non è dunque solo un problema di scarsità di fondi pubblici destinati al settore (peraltro irragionevolmente tagliati governo dopo governo). Solo competenza e determinazione possono portare ad un miglioramento della situazione, nonostante la continua riduzione delle risorse e le criticità dovute a chi difende “rendite di posizione” locali.
La mia proposta? Invito il governo a dedicare a tali questioni l'attenzione e le risorse che meritano, invece di destinare ingenti somme di denaro (dei cittadini tutti) ad iniziative di dubbia utilità. Ma, soprattutto, invito ogni cittadino ad interessarsi all'argomento ed a giudicare i propri amministratori anche su questo tema.

MARCO DE MITRI, ingegnere

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