Mobilità, rebus trasporti In bilico tra tagli e privatizzazione

Da una parte c’è il piano del governo, entrato in fase di stagnazione, per dirla con una delle parole del momento. Dall’altro le pressioni che arrivano da Fs, che ufficialmente, in un’audizione in Commissione trasporti al Senato, ha annunciato di essere pronta  a entrare nelle società di Tpl di Roma e Milano (a Firenze e in Umbria l’ha già fatto).
Sullo sfondo i contratti di servizio che scadono a fine anno e in primo piano il braccio di ferro con il governo che chiede 4 miliardi di tagli dai bilanci dei governatori.

Settimana difficile per le Regioni, quella che parte oggi. Hanno pochi giorni di tempo per trovare la quadra e tagliare chirurgicamente ma la cifra è consistente, e l’80% del bilancio regionale è formato da sanità e trasporti.
Voci interne alla Conferenza delle Regioni fanno sapere che un aiuto potrebbe arrivare proprio da Fs: far entrare la società di Elia nella partita del Tpl attraverso la porta della privatizzazione consentirebbe di vendere asset, cedere segmenti del settore e provare a far andare a profitto il Tpl dove evasione  e sperperi la fanno da padrone. Con un servizio che è tra i più scadenti d’Europa.
In questo senso, l’intervista rilasciata al Corriere (leggi articolo a fianco) ha avuto un tempismo perfetto: privatizzare è un’urgenza per Fs, che le consentirebbe di cedere vecchi asset e concentrarsi sui nuovi mercati, che hanno numeri sempre in crescita, come il Tpl.  «D’altro canto - ci spiegano dall’ufficio del presidente del coordinamento degli assessorati regionali dei trasporti, Sergio Vetrella - o si va in braccio ai privati o al governo. Ma il Tpl non sembra essere tra le priorità del ministro Lupi. L'ultimo piano nazionale dei trasporti risale al 1997». Anche i soldi recentemente stanziati per Fs fanno il giro largo rispetto al Tpl: tra Sblocca Italia e legge di Stabilità ci sono quasi 5 miliardi di risorse fresche per le Ferrovie (4.859 milioni): 4.799 da Firenze in su e 60 milioni a Sud di Firenze. Per chi ama le percentuali, il rapporto è 98,8% a 1,2%. Briciole per il Sud, nulla per il Tpl.
Per Fs, trovare uno spiraglio diretto con le Regioni sarebbe una alternativa per inserirsi nel Tpl, in aggiunta alla via maestra: i contratti di servizio con le regioni, da aggiudicarsi con gara.In aggiunta, l’ad Elia conferma la volontà di vendere a Terna la rete di trasmissione dell'energia elettrica, i cavi ad alta tensione. «Vale un miliardo di euro» e consiste in una dorsale di 9.000 chilometri. Un affare per Terna, liquidità per Fs, e opportunità per le Regioni.
stefania divertito

 

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