"In 4.000 tweet la forza di una rivoluzione"

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LIBRI Una storia dell'ascesa politica di Matteo Renzi in 140 caratteri.  Anzi, 140 caratteri moltiplicati per 4 mila, quanti sono i “tweet” raccolti da Matteo Grandi e Roberto Tallei, giornalisti entrambi, nel libro appena uscito #ArrivoArrivo (disponibile in ebook e carta per Fazi Editori).    

Partiamo dal titolo...
Intanto, l'opera più complessa è stata raccogliere i tweet di Renzi dal 2009 a oggi. Ci siamo dovuti servire di un software particolare per raccoglierli dalla Rete. Poi il titolo: in quel tweet c'è la summa di tutta la comunicazione di Renzi. Lui era nella stanza di Napolitano al Quirinale, ormai da due ore. Renzi, passeggiando su qualunque forma di liturgia, in quel momento twitta ai giornalisti e all'Italia, quell'#ArrivoArrivo. È in quel momento esatto che rompe tutti gli schemi di comunicazione. Che diventa empatica, diretta, molto forte.

Come è cambiato in questi 5 anni il linguaggio di Renzi su Twitter?
Fino a febbraio, quando diventa presidente del Consiglio, non molto. Sono 5 anni in cui si è evoluto. Nei primissimi tweet Renzi non era del tutto a suo agio con quel tipo di comunicazione.  Un anno dopo, però, Renzi su Twitter va come un treno: passa dall'uso della terza persona alla prima persona, usa ironia. Fino a trovare una certa prudenza nel momento in cui diventa premier...

I detrattori di Twitter dicono che in 140 caratteri non è possibile esprimere un pensiero politico: Matteo Renzi è superficiale nel suo modo di comunicare?
Quelli che i detrattori indicano come i limiti di Twitter sono i suoi pregi. Tre i punti di forza di Renzi: l'uso della prima persona (è sempre lui a twittare e non non si fa aiutare da nessuno); grande capacità di interazione, non solo con i giornalisti ma anche con gli sconosciuti; tre, efficacia del linguaggio. Insomma, una rivoluzione nella comunicazione.

Tutto spontaneo?
Un minimo di strategia c'è. Ma un buon 80% della sua comunicazione social è spontanea.

Il tweet tormentone?
#enricostaisereno, che nasce in tv e diventa un hashtag.

SERENA BOURNENS

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