Giorgio Faletti il talento di un uomo per bene

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Libri Quando chiesi a Giorgio Faletti, reduce dal successo incredibile di “Io Uccido” che cosa accadde dopo aver scritto il primo romanzo mi rispose così: «Succede che il primo libro hai tempo una vita per scriverlo: il secondo hai due anni». Giorgio Faletti aveva una sua delicatezza particolare nel parlare delle cose grandi che gli erano successe: nel bene -  da ultimo l'incredibile successo che aveva avuto come scrittore - e nel male - come l'ictus che lo aveva colpito nel 2002  proprio il giorno dell'uscita di “Io Uccido” . Ed è stato così fino all'ultimo. Sapeva bene che cosa significava vendere milioni di copie all'improvviso in un paese dove un narratore se lo sogna tutta la vita di arrivare a 100.000. Ed era riuscito, in un mondo editoriale dove la schiuma come la boria è tantissima, a non farlo pesare.

Però il talento c'era. E non poteva non manifestarsi. Faletti comico, Faletti cantante, Faletti scrittore e anche compositore. Se però gli chiedevi di scegliere una cosa sola ti rispondeva: la scrittura. Era goloso Giorgio, non si sarebbe mai fermato a pensare che era arrivato. «C'è stato un momento della mia esistenza in cui avevo forti negatività. Credo che la vita di un artista abbia un andamento ciclico. Io sono uno che non ha avuto voglia di fermarsi. Ho proseguito nella mia ricerca anche quando ero meno motivato, deluso...»

 Un “buono”, di quelli che a un certo punto sanno trovare la propria strada e divampano, illuminano, senza incendiare, con chiacchiere e veleni, il terreno intorno. Sapeva che scrivere è artigianato, una conquista, ma per lui non era un problema, provarci, lavorare, tentare nuove strade. La stava percorrendo questa nuova strada. Un sentiero più intimo, più suo. Si è interrotto quel cammino ma io continuo a pensarlo lì sulla sua isola, tra un quadro e un verso, tra la trama di un nuovo romanzo e una meditazione. Ultima telefonata. Adesso che stai facendo Giorgio? «Sto pasticciando con l'I Pod. Che dici, dopo Suzanne di Leonard Cohen... ci stanno bene i Pink Floyd, tutto “The dark side of the moon”?»

ANTONELLA FIORI

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