Una sfida in nome della salute

  • E.S.D.D.

Medicina – “Una sfida in nome della salute e della professionalità dei medici. Soprattutto dei giovani ricercatori che, nonostante mille difficoltà, vogliono ancora scommettere sull’innovazione e sullo sviluppo scientifico”. È il biglietto da visita della European Society of Degenerative disease, associazione senza fini di lucro finalizzata alla ricerca e alle innovazioni cliniche nel campo delle malattie degenerative croniche, con un’attenzione e una “cura” particolare all’apparato digerente. Un campo in cui negli ultimi anni sono stati fatti grossi passi avanti, progressi sorprendenti che hanno cambiato la qualità della vita di tanti pazienti.

Un’associazione appena nata, presentata alle Scuderie del Quirinale di Roma non con il solito convegno o la solita cena ma con una visita guidata a una grande mostra, quella dedicata all’arte intensa e febbrile di Frida Kahlo, l’artista messicana che per tutta la vita ha dovuto combattere con la malattia e subire una gran quantità di interventi chirurgici addominali. «Se fosse nata ai giorni nostri sarebbe vissuta di più e certamente la qualità della sua vita sarebbe stata migliore», spiega il prof Giuseppe Sica, chirurgo dell’Università di Tor Vergata, e vice presidente della neonata Asdd. Lui, insieme ad altri tre luminari (Maurizio Divizia, Orazio Schillaci e Aldo Brancati) quella sfida l’ha accolta e rilanciata.

Professor Giuseppe Sica, come è nata l’idea di questa associazione non profit?
È nata come risposta concreta alle richieste di tanti giovani laureati in medicina e specialisti in chirurgia che non vogliono arrendersi, ma continuare a perfezionarsi. Non era, non è giusto tarpargli le ali. Anche perché ogni cittadino vuole e  ha diritto ad essere curato da un medico professionale. E per questo abbiamo bisogno di risorse per progettare, studiare, produrre e insegnare.

Quali sono gli obiettivi?
Lo sviluppo dell’eccellenza in chirurgia delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino come il morbo di Crohn e la Retticilite ulcerosa e i tumori solidi dell’apparato digerente. Che si possono combattere con tecniche, tecnologie e trattamenti multidisclinari all'avanguardia grazie alla ricerca per la quale gli investimenti sono ridotti. Per questo serve il sostegno e il contributo di tutti.

Cosa proponete?
Risposte concrete, appunto. Per esempio 5 borse di studio e una di ricerca sulla Adesione cellulare nel tumore del colon-retto. E poi la creazione di un polo multidisciplinare.
 

(Luisa Mosello)