L'arte di fare i debiti ma senza esagerare

Ci sono autori dotati di grande intuito che affrontano temi di lungo, lunghissimo periodo. È il caso di Jaques-Gilbert Ymbert, autore del pamphlet “L'arte di far debiti” di (Barion editore, p. 116 euro 7,90) scritto nel 1800 ma di grande attualità: di debiti sono tuttora cariche le aziende, le persone, le nazioni. Ne parliamo con l'autore della post fazione, l'economista Pierangelo DacremaQuali errori gli economisti dell' 800 facevano e che vediamo ancora oggi? L'errore ricorrente - a parte Marx e, per motivi diversi, anche Malthus -  è stato pensare che il mercato avrebbe aggiustato tutto, distribuendo il benessere in modo diffuso. Nel '900, Keynes riconobbe i limiti del mercato, e vide nella moneta (nel debito) il rimedio. Ma si sbagliò. La situazione di oggi lo testimonia con chiarezza.Far debiti è peccato? Far debiti potrebbe essere non conveniente, ma non un peccato. Tutta l'organizzazione sociale stimola a far debiti. La moneta non è altro che debito. La finanza è vendicativa e in questo senso far debiti potrebbe rivelarsi un errore. Consumare più di quanto si produce è sbagliato? Il sistema economico mondiale è fondato su consumi capaci di stimolare l'offerta.  Chi consuma più di quanto produce dovrebbe guadagnarsi un premio sociale. L'uomo virtuoso cosa deve fare per far crescere le sue finanze? Budda diceva che nessun oggetto merita di essere desiderato: l'uomo virtuoso dovrebbe mirare innanzitutto a una serenità legata al suo mondo interiore. Ma bisogna pur vivere. L'unico modo per accrescere le proprie finanze è risparmiare, non destinare ai consumi tutto il reddito. Chi se lo può permettere? Un privilegiato. Così come un privilegiato - un "artista", secondo Ymbert - è l'uomo che fa debiti senza fare disastri.   Un suggerimento per la ripresa? Mandare a casa i governi che non riescono a combattere la disoccupazione. Antonella Fiori