Piccole, grandi donne che fanno l'Italia migliore

C'è la Romana, piccola ottantenne di acciaio che ha visto morire i suoi parenti uccisi dall'amianto e non ha mollato un giorno fino alla condanna dei capi della Eternit. Poi c'è Suor Carolina, braccio destro di Padre Puglisi, il prete ammazzato dalla mafia. E Giuseppina Maria Nicolini, infaticabile sindaco di Lampedusa. E ancora le maestre dei bambini rom di Milano, la scienziata, le bibliotecarie, le libraie, le attiviste, le studentesse piene di coraggio e di sogni. Sono una sessantina i ritratti di donne dell'Italia di oggi che il sociologo e scrittore Nando dalla Chiesa racconta nel suo ultimo libro “I fiori dell'oleandro" (Editore Melampo, 15 euro, 223 pagine), uscito non a caso alla vigilia dell'8 marzo.Perchè i fiori dell'oleandro?In Calabria ho visto un oleandro bellissimo, rosso vivo, da vicino ho notato che la maggior parte dei fiori era avvizzita e la macchia di colore era data da pochi fiori:  una bella metafora della società, che si regge sul bene fatto da una minoranza virtuosa.Nel libro sono raccolti ritratti usciti sul Fatto, sia di uomini che di donne. Perchè pubblicare solo le donne?Sentivo di dover dare un riconoscimento alla modestia con la quale le donne fanno cose straordinarie senza apparire. Molte di loro mi hanno chiesto “ma perchè ti interessi di me? Non faccio niente di speciale”. Capita anche a qualche uomo, ma meno.È considerato anche un handicap delle donne quello di non sapersi valorizzare.Il mio è un modo per risarcirle, in una stagione  sconsolante, dove magari le donne fanno sì carriera, ma dietro poi viene fuori sempre il sessismo, in un modo o nell'altro, da Berlusconi a Grillo. Basta vedere gli attacchi alla Boldrini. Io invece ho voluto sottolineare la generosità delle donne, anche fisica, nel non risparmiarsi per le loro battaglie. Qualcuna che l'ha toccata più delle altre?Mi fanno tutte una grande tenerezza. 
paola rizzi@paolarizzimanca