Il detective Lorenzi svela la Milano nera

In un grande ospedale lombardo spariscono tre sorgenti di radio, utilizzate nelle terapie antitumorali. Allo stesso tempo non si trova uno specializzando in fisica, Giacomo Fanti. A indagare su questo mistero, in “Ucciderai corrotti e infedeli” (Mursia, p. 221, 16 euro) seconda prova gialla di Federico Tavola è sempre Leonardo Lorenzi, detective privato che si aggira per una Milano ripresa a volo d'uccello: scintillante negli aperitivi, scurissima dietro le quinte, specchio di una regione dove il confine tra politica, legalità, fanatismo religioso è molto labile. Lei è laureato in Fisica dei Biosistemi alla Statale di Milano, dove insegna come fisico nucleare. La passione per il giallo come nasce?Lo trovo uno strumento ottimo per veicolare certi temi. Anche scientifici…Che cosa ha di speciale la Milano che lei descrive con perizia toponomastica? È una città nascosta, teatro ideale per il noir. Non si pone in modo evidente come Roma. Va svelata e può mostrarsi affascinante o molto spiacevole. Sanità, religione, politica, criminalità organizzata. Associazioni di estrema destra che coooperano con un ospedale. Lei racconta un sistema complesso che è una specie di organismo vivente… Sì, un sistema globale che ormai si è emancipato dal suo creatore, l'uomo e gli si è rivoltato contro. La Lombardia in Italia è l'esemplificazione di questa dinamica dove si sommano interessi di soggetti incompatibili uniti per il denaro e il potere. Che ruolo hanno i buoni in questo contesto corrotto? Possono cercare di risvegliare gli altri buoni. Il male si sa che c'è ma quello che bisogna davvero temere è l'indifferenza dei buoni. Sennò le forze in campo non sono equilibrate. Lorenzi chi è?  Uno che si prende la responsabilità di fare quel che va fatto. Anche contro certe regole…Antonella Fiori