L'Italia di Piccolo "Ci somigliamo, basta apocalisse"

Libri. “Sono nato in un giorno di inizio estate del 1973, a nove anni”. Inizia così il nuovo romanzo di Francesco Piccolo “Il desiderio di essere come tutti”, a testimonianza che si nasce davvero quando si ha percezione di quel che ci sta intorno, il luogo dove siamo immersi. Nel suo caso, tutto parte dalla Reggia di Caserta per poi estendersi all'epidemia di colera a Napoli, il terremoto dell'Irpinia fino alla scelta di voler diventare comunista. Co-sceneggiatore con Francesco Bruni dell'ultimo film di Paolo Virzì “Il capitale umano”, Piccolo ha scritto un libro controcorrente dove “la vita pubblica dà luce viva, e senso, alla vita privata”.Partiamo dal titolo, “il desiderio di essere come tutti”. Che cos'è, un'ammissione di sconfitta, una conquista? Oggi “Tutti” vogliono essere diversi dagli altri.Per me scrivere libri ha a che fare con scoperchiare la propria fragilità. E qui lo faccio raccontando di assomigliare agli altri molto più di quanto si creda e si voglia far credere. Questi sono stati gli anni in cui ci si è divisi in due modi di stare in questo paese, con due visioni politiche opposte.Io invece credo che all'idea  di un paese fatto di un tutto con diversità ma anche somiglianze. Dobbiamo tener conto di quanto assomigliamo agli altri, anche a quelli che non ci piacciono. La politica è ancora importante? Fondamentale, anche se siamo in anni in cui ha un’ accezione totalmente negativa. Invece la passione della vita con gli altri non si deve perdere… Oggi si tende a dire che è finito tutto, che quel che c'era prima era meglio, che tutti sono ladri. Non è facile ottimismo ma dobbiamo rompere questo schema apocalittico. Anche se un paese è alla deriva non dobbiamo mollare. Dobbiamo appassionarci a riportarlo a galla, tutti assieme.
(Antonella Fiori)