Il rap gitano che libera la schiava Caritad

Una schiava che non ha mai assaporato la libertà. Cosa succede se all'improvviso si spalancano le porte della prigione? È una metafora molto bella quella che sta alla base del nuovo romanzo di Ildefonso Falcones, “La regina scalza” (Longanesi, pp.704, 19,90 euro), che parte dalla storia di Caritad, giovane donna che nel 1748 si muove per le strade di Siviglia dopo un passato di schiavitù a Cuba. La sua vita cambierà grazie all'incontro con un mondo gitano che fa del “qui ed ora”, una filosofia di vita. Ne parliamo con l'autore, avvocato che per molti anni ha esercitato questa professione e che con questo romanzo in pochi giorni ha raggiunto il vertice delle classifiche italiane. Caritad arriva in Spagna dove trova un mondo nuovo tutto da esplorare che appare all'inizio più spaventoso della sua condizione precedente. Per le donne è difficile amministrare la libertà? Diciamo che non è facile in una società costruita a misura del maschio. All'epoca di Caritad la maggior parte delle schiave che si affrancavano finivano in miseria o tornavano a lavorare per gli stessi padroni per meno denaro di quello che avevano prima. Con Caritad volevo mostrare un'evoluzione femminile positiva contrapponendola a quella di Milagros, la sua amica che nel romanzo nasce libera e perde la libertà man mano. Cosa rende vincente Caritad rispetto a Milagros? Caritad diventa la regina del canto perchè coglie la quintessenza dell'essere gitani che è vivere il presente in libertà. Fa quello che facevano le gitane che stavano per strada, si guadagnavano la vita vendendo sigarette. Erano molto emancipate rispetto alle altre donne dell'epoca che vivevano chiuse in casa, al massimo si vedevano tra di loro in chiesa completamente coperte di nero: non intervenivano nella società mentre la donna gitana era molto attiva.Poi c'è il tema del ballo e del canto. Cosa rappresenta? Era una forma di vita. La musica era molto importante sia per gli schiavi che per i gitani. Per gli schiavi era l'unica forma di comunicazione dato che venivano puniti se parlavano tra di loro. Così inventarono le prime forme di rap, un parlato cantato, sia gli uomini che le donne. Antonella Fiori