La truffa delle pensioni ai danni dei giovani

Gianluca Barbera, scrittore e editore, ha fatto due conti e ha concluso che il sistema pensionistico è una truffa e che tanto vale non pagare più i contributi, tesi da cui parte il suo libro “Come lo stato truffa i giovani con il sistema pensionistico e altri saggi”. Non è che con la sua idea salta tutto il sistema?Le faccio un esempio: se lei compra una casa a 100 e la vende a 60 non è un buon affare, non le pare? È quello che succederà ai giovani di oggi: ho calcolato che con i sistemi di calcolo e algoritmi che si sono inventati le varie riforme delle pensioni da Prodi alla Fornero, per riavere indietro quello che un giovane ha versato dovrebbe vivere in media fino ai 106 anni, se dipendente, di più se atipico. Ne vale la pena?No , ma se non si versano più i contributi si rischia di mandare per strada i pensionati di oggi.Nessuno dice chiaramente che il deficit dello Stato dipende in larga misura dal debito accumulato dall’Inps. Una cosa successa quando dal '68 al '95 abbiamo avuto il regime retributivo, per ragioni di consenso politico. Allora uno versava 100 e prendeva 300. Così il sistema è saltato. E il conto va ai giovani. In pratica cosa propone?Due strade: o la facoltatività contributiva, o quella pensionistica. Nel primo caso decido io quanti contributi versare e il resto me lo tengo in busta paga. Nel secondo verso regolarmente i contributi, poi quando vado in pensione decido se farmi dare tutti i soldi accantonati, con gli interessi, o farmi dare la pensione mensile. La prima opzione è  più rischiosa, io infatti penso sia meglio la seconda.Lei non è un economista.No, ma ho studiato. D’altra parte è grazie agli economisti che ci troviamo in questa situazione: da noi i tecnici non sono mai stati indipendenti dalla politica.