"Non siamo pupazzi, dobbiamo conoscerci"

Libri. Si chiama Blasco. Blasco de Agua. Professione: cane da compagnia. Di lui scrive: «Sono piuttosto grosso, peloso, timido e poco amante del chiasso. Secondo la mia famiglia sono anche leggermente tonto. Io invece penso di essere molto filosofico, prudente e saggio, mentre i tonti sono loro». Abbiamo incontrato il protagonista di “Vita da cani. Guida alla felicità di  animali e bambini” di Marina Morpurgo e Paola Bianchi.
Blasco, perché ha deciso di scrivere questo libro?Sono stufo di essere aggredito per strada da vecchiette e bambini e sono molto preoccupato per l'incolumità degli esseri umani.
Perché la aggrediscono?Quando mi incontrano fanno quelle vocine stupide fastidiosissime. Poi si avvicinano e cominciano a torturarmi con quello che loro pensano siano coccole.
E perché è preoccupato per l'incolumità degli esseri umani?Quando leggo di “colleghi” che mordono gli esseri umani non posso far altro che preoccuparmi. Vorrei dare loro qualche consiglio sul rapporto fra animali e uomini.
Per esempio?Non bisogna aver paura di noi, bisogna rispettarci. Non siamo pupazzi: non ci devono urlare nelle orecchie o tirare la coda. Se facessero gesti simili ad altri uomini, volerebbe qualche sberla. Noi non molliamo sberle: mordiamo.
Nel libro c'è un dizionario di “lingua canense”...Che è molto importante per capirci. Difficilmente mostriamo i denti se siamo felici e altrettanto difficilmente scodinzoliamo se siamo tristi...
Molto spazio è dedicato anche all'igiene...Il fatto che un cane porti malattie è una bufala. Se ne prendono molte di più se si entra in un bar affollato. Noi, se siamo curati, non procuriamo nessun tipo di problema. Quanti bimbi vivono con i cani? Se noi portassimo malattie sarebbe un'ecatombe!
Grazie signor Blasco, la salutoUna leccatina sul naso a lei. È stato un piacere.