"Le vere emergenze? Sviluppo e lavoro"

Milano. «Pochi giorni di spread che sale e che scende non hanno significative ripercussioni sui nostri conti. Diverso sarebbe se il rialzo durasse a lungo»: è rassicurante Angelo Baglioni, professore di Economia presso l’Università Cattolica di Milano.
Tanta paura per nulla, quindi?
L’effetto dei movimenti dello spread di pochi giorni sul debito pubblico è transitorio e quindi ininfluente. Il problema vero è che su una crisi di governo, seppur scongiurata in extremis, si innesta una situazione di pericolo laddove rimanga l'instabilità.
Anche per l’andamento delle Borse tutto tranquillo?
La questione è la sostenibilità del nostro debito pubblico, di cui le banche italiane possiedono ormai 400 miliardi di euro. Solo tre anni fa erano 200 miliardi. Questo perché la quota di debito pubblico in mano agli  investitori stranieri è scesa in pochi anni dal 50% al 30%. Questo sì che è preoccupante. E anche l'ultima crisi di governo non fa che confermare agli occhi del resto del mondo che l'Italia non è affidabile.
Quali sono secondo lei le priorità che dovrebbe affrontare il governo?
Oltre alla legge di stabilità, che va approvata entro il 15 ottobre, vanno abbassate le imposte sul lavoro. È inutile abolire l’Imu se poi non c’è lavoro. L’Imu è comunque un’imposta sulle  rendite. Sicuramente andrà riformulata per la prima casa, ma  la vera emergenza è lo sviluppo.
 
(Valeria Bobbi)