LA CINA RALLENTA E I MERCATI TREMANO

Cina. Ancora un rallentamento della crescita dell’economia cinese  nel secondo trimestre del 2013: il pil si è attestato a quota  +7,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno prima,  contro il 7,7% registrato nel primo trimestre 2013. La flessione è in linea con le stime degli economisti  ed è causata dalla debole domanda estera che si riflette sulla produzione e sugli investimenti.  Le vendite al dettaglio, invece, sono aumentate del 13,3% sull’anno, con una lieve crescita rispetto a  maggio (12,9%). Quest’anno la Cina registrerà il tasso di crescita economica più basso dal 1990. Per molti anni il Paese è stato il traino dell’economia globale, ma ora la seconda economia del mondo deve affrontare  problemi seri e gli stessi economisti di Pechino temono ormai una crisi finanziaria. «I principali indicatori economici sono  ancora nei margini previsti - ha detto il portavoce dall'Ufficio centrale di Statistica di Pechino- ma il contesto economico resta complesso». Ieri lo Spiegel online scriveva: «Il rallentamento della Cina ha un impatto globale. Una crisi della crescita cinese avrebbe conseguenze su tutto il mondo. Per le aziende tedesche il paese è un fondamentale mercato di esportazione».
 
Paolo Manasse: «Il vero rischio è la crisi delle banche”
Roma. «Più del rallentamento del pil, la vera preoccupazione riguarda l'eventualità  che possa verificarsi  una crisi di liquidità delle banche cinesi»: questo il nocciolo della questione secondo  Paolo Manasse (nella foto), professore di economia presso l’Università di Bologna.
A cosa è dovuta la paventata crisi di liquidità?Durante gli ultimi anni della crescita economica cinese, si è registrato un boom eccessivo del mercato edilizio. Gli istituti di credito hanno quindi concesso molti prestiti e mutui, che oggi molti fanno fatica a pagare. Si sono accumulati troppi prestiti inesigibili. Si teme quindi lo scoppio della bolla immobiliare, come accadde negli Usa qualche anno fa.
Ma un’economia può crescere sempre? Non è fisiologico un periodo di rallentamento o di decrescita?Sono 20 anni che il pil della Cina cresce. Naturalmente non potrà andare avanti all'infinito. Ma la speranza è che il rallentamento sia graduale.
Come può difendersi l’Italia da un eventuale crisi economica cinese?Dobbiamo assolutamente riuscire a imporci maggiormente nell'economia cinese. Ci sono ancora ampi margini in questo senso. Le uniche possibilità che hanno oggi le nostre aziende per sopperire al calo della domanda interna è conquistare il mercato orientale.
 
(Valeria Bobbi)