Se un giorno Hitler tornasse... Il romanzo di Timur Vernes

Intervista. A volte ritornano. Peccato che in questo caso il personaggio che ci ritroviamo catapultato direttamente dal passato ai nostri giorni è Adolf Hitler. Tragedia assicurata e di nuovo scoppio della terza guerra mondiale? Lo scrittore tedesco Timur Vermes nel suo “Lui è tornato” (Bompiani, 443 pagg, 18,50 euro) in realtà ha scritto un romanzo satirico. Un’idea venuta dopo aver trovato in un negozio di libri antichi in Turchia un testo che veniva nominato come il secondo libro di Hitler. «Ma come? non ne aveva scritto uno solo? Così  il terzo, ho pensato, avrei potuto scriverlo io».
I tedeschi hanno bisogno di perdere la memoria o di ritrovarla?Non è un libro terapeutico per i tedeschi. Ma una storia divertente con la quale volevo far capire come tutto quanto è stato visto come terribile può diventare oggetto di riflessione.
Il suo Hitler, nonostante aspiri al potere come durante il nazismo, non viene preso molto sul serio. Significa che se arrivasse un nuovo Hitler non ce ne accorgeremmo? No, lo lasceremmo agire. La mia è una denuncia della superficialità. Le persone dovrebbero analizzarlo in maniera approfondita ma non lo fanno. Quando si parla degli ebrei e qualcuno dice che l’argomento non è divertente lui approva e dice: “Sì non è divertente”. Ma non si va oltre.
Un politico tedesco ha definito Berlusconi e Grillo dei “comici”. Hitler per voi è stato l’anticorpo del capo carismatico? I tedeschi non sono affatto vaccinati. Penso a un personaggio come il nostro ex ministro della difesa Karl-Theodor zu Guttenberg. Aveva un’ottima retorica, bell’aspetto, bella moglie. Poi si è scoperto che la sua tesi di dottorato era stata copiata. Ma i tedeschi hanno fatto fatica a separarsi da lui. Hanno la stessa nostalgia degli italiani per personaggi forti. Persone che offrono soluzioni semplici.
(Antonella Fiori)