"Attraverso il Web si parla al mondo"

Scozia.  Un anno fa, la studentessa scozzese di 10 anni Martha Payne ha fatto notizia e riempito le pagine dei giornali col suo blog sulla mensa scolastica e quello che i bambini dovevano mangiare ogni giorno. All'inizio la sua scuola elementare a Lochgilphead, le ha proibito di fare foto al menu del pranzo. Le cose, però, sono cambiate quando il suo blog “Neverseconds” ha fatto il giro del mondo. La scuola ha annunciato ai ragazzi che avrebbe servito loro frutta e verdura senza limiti.
Oggi Martha Payne utilizza la sua popolarità nei media per promuovere campagne sul cibo e raccogliere fondi per “Mary's Meal”, una organizzazione caritatevole dedita a progetti di prevenzione della fame  tra le comunità più povere al mondo. La piccola attivista-blogger ha raccontato a Metro come Internet e i social media siano stati essenziali per aiutare gli altri e i invita i bambini ad essere altrusti e anche un po' visionari.
Come hai affrontato le critiche quando hai fatto le prime segnalazioni sul cibo nella tua scuola?A volte è stato duro, non tutti erano contenti del mio blog. Quando ho ottenuto il permesso dalla scuola non ho mollato. E poché sono sempre stata onesta, è stato facile affrontare la gente.
Come hai scoperto che il cibo nella tua scuola non era salutare?Vivo in una piccola fattoria dove si coltiva anche del cibo. Il cibo a casa è molto diverso da quello che viene servito a scuola. Che è troppo industriale, io credo che il cibo migliore sia quello più semplice.
Ora tu aiuti bambini in tutto il mondo, spiegaci meglio che fai...Mio nonno è stato un volontario per “Mary's meals” e sono cresciuta in quel mondo.  Prima del blog creavo saponette e le vendevo per devolvere i soldi in beneficenza. Quando qualcuno ha commentato sul mio blog che era già tanto se ci servivano un pasto a scuola, allora ho deciso di raccontare ai lettori dell'esperienza di “Mary's Meals”.
 Credi di essere un modello per gli altri bambini?Questo non era nei piani, ma se i bambini decidono di attivarsi per farsi sentire e fare qualcosa per gli altri non posso che esserne felice!
Come invoglieresti altri ragazzi a seguirti in questa campagna?I bambini sono davvero bravi a condividere e andare avanti. Lo facciamo ogni giorno nei cortili delle nostre scuole.  Con Internet possiamo condividere e andare oltre ai nostri cortili e Paesi. Inoltre direi loro: non abbiate paura a iniziare un blog.
Quanto sono importanti i social media per te?Sono utili a diffondere le storie velocemente.
Cosa studierai da grande?Mi piacerebbe fare la scrittrice, la giornalista o il corridore. Forse tutte e tre le cose.
(Erika Padron, Metro World News)