Legnanesi, il ritorno tutto da ridere sulla ribalta del Sistina

Roma – Nel 1970 per la prima volta entrano al Teatro Sistina. Per I Legnanesi, la più longeva (nata nel 1949) e numerosa (42 attori) compagnia dialettale italiana, stasera  c'è il grande ritorno dopo oltre 40 anni nel tempio della commedia musicale con “Lasciate che i pendolari vengano a me”. Antonio Provasio, capocomico, regista e storico membro della compagnia, racconta lo spettacolo che sta facendo il giro del Paese.
Titolo singolare per una commedia... Ripreso da Felice Musazzi fondatore della compagnia, lo spettacolo, l'unico col titolo in italiano, è la storia di un uomo che perde il lavoro e si reinventa.
I Legnanesi sono celebri per gli spettacoli in dialetto lombardo, è difficile proporlo?A Firenze eravamo terrorizzati per le 3 date al Verdi ed è andata benissimo. A Torino abbiamo avuto 1200 persone a sera. Il nostro non è più un dialetto stretto milanese. Anche grazie al nostro gran lavoro sulla mimica.
Il segreto per durare? Spontaneità della recitazione, capacità di far rivivere la tradizione della vita di cortile. L'attualità dei testi aiuta molto: raccontano l'uomo di oggi ma dalle fabbriche ci siamo spostati ai call center.
Visconti e Fellini tra i vostri estimatori. Cosa vi dicevano i maestri? Visconti ribadiva sempre che dovevamo difendere la nostra identità e portare avanti il nostro modo di fare teatro in dialetto.
Un sogno nel cassetto?Tanti. Debuttare a Napoli in teatro. E, poi, una sitcom in tv sulla scia dela comicità di Gino Bramieri e della coppia Raimondo Vianello-Sandra Mondaini.
(Barbara Nevosi)