"I derivati? In Italia nessuna bolla"

David Sabatini, responsabile dell’Ufficio Finanza dell’Associazione Bancaria Italiana -Abi
I derivati sembrano essere l’origine di tutti i mali, perché allora non vengono vietati?I derivati nascono come strumenti di gestione del rischio, che può essere legato alla valuta, ai tassi di interesse, etc. Sono strumenti finanziari ma più complessi. Bisogna quindi sapere come funzionano. Il loro valore deriva da un altro strumento finanziario. Non sono strumenti nuovi. Venivano utilizzati già secoli fa dai produttori agricoli per gestire i rischi legati alla produzione.  
Perché allora sono così demonizzati?Non si tratta di prodotti venduti al buio, né sottobanco. Sono ampiamente regolamentati da norme sia nazionali che europee, e a breve saranno anche più restrittive.  Ad esempio le banche sono obbligate ad accantonare somme pari al rischio assunto con i derivati, proprio per garantire la loro stabilità.  
Le banche italiane sono molto esposte con i derivati, c’è il rischio dell’esplosione di una bolla?Assolutamente no. L'ammontare complessivo degli investimenti in derivati in Italia è contenuto ed è inferiore a quello di altri Paesi europei.
 
(Valeria Bobbi)