Divorziare è trendy meglio se all'estero

Roma – Divorziare è di gran moda, meglio se all'estero: negli ultimi sei anni, infatti, sono 8.500 le coppie che hanno preferito sbrigare la pratica fuori dai confini nazionali.  Perché? «I tempi sono inferiori – spiega l'avvocato Lorenzo Puglisi, presidente dell'associazione Sos Stalking e fondatore di Family Legal (www.familylegal.it) –  si va dai 4 agli 8 mesi contro, in media, i 3 anni e mezzo dinnanzi alle autorità italiane, anche in caso di separazione consensuale”. I paesi più gettonati?«La Romania e la Spagna: FamilyLegal  – continua Puglisi – segue tutto l'iter occupandosi anche di organizzare i trasferimenti all'estero che, talvolta, come nel caso della Spagna, non sono neppure necessari. Così in tre mesi si riesce a ottenere una pronuncia di divorzio valida e trascrivibile anche in Italia.  Basta l'avvocato giusto – aggiunge – un passaporto e un certificato matrimoniale ed è fatta, a 10 giorni dal colloquio preliminare è già possibile partire».«Avviata la pratica – conclude Puglisi – saremo domiciliati nel Paese scelto come luogo per il divorzio. Non occorre nemmeno perder tempo per gli incontri, dato che sul luogo potrà presentarsi anche solo l'avvocato munito di procura, sgravando i coniugi dall'onere di recarsi all'estero». I prezzi? In Romania, ad esempio, secondo i dati di FamilyLegal, si spendono circa 4000 euro a persona, cifra “tutto compreso”, salvo vitto e alloggio. Un po' più cara la vicina Spagna dove la pratica può costare anche 5000 euro a persona.
 
L'INTERVISTA 
Gassani: “Turismo divorzile preoccupante”
L’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell'Associazione Avvocati Matrimonialisti, spiega il fenomeno sottolineando “la stanchezza degli italiani per la lentezza della nostra legge in materia di separazioni e per i tempi biblici richiesti” nel Bel Paese per avere il divorzio. «Se si chiede la residenza a Bucarest, ad esempio, in 6 mesi la si ottiene – dice dai suoi uffici di Roma – e i tempi di divorzio sono minimi perché non c’è la fase della separazione».Ma non si rischia, così, che le coppie non abbiano margine per un ripensamento?Secondo i dati in nostro possesso, il 98% degli italiani che chiede la separazione non torna indietro, dunque, perché allungare i tempi?Vi preoccupa, come categoria, questo “turismo divorzile” ?Da avvocato matrimonialista sì: non tanto per amor di bottega, quanto per il fatto che siamo stati la culla del diritto ed è uno schiaffo a noi italiani. Se non si cambia il diritto di famiglia sarà un disastro, visto che una sentenza europea ha valore effettivo anche in Italia! 
(Orietta Cicchinelli)