E' SCOPPIATA L'ERA DELLA TIVU' 2.0

Il 2012 è stato un anno di cambiamento anche per la televisione. Le già mille opportunità per gli spettatori di vedere programmi di ogni tipo su satellite, pay tv, digitale terrestre e internet, si stanno moltiplicando ulteriormente, grazie soprattutto a nuovi schermi che spesso abbiamo tra le mani, che trasformano la visione in esperienza interattive. Youtube con i nuovi canali, la tv everywhere (in Italia abbiamo SkyGo) che consente di vedere programmi su smartphone e tablet ovunque ci troviamo, i servizi di video on demand che rendono disponibili contenuti video in qualsiasi momento con la conseguente morte lenta del videoregistratore, e poi ancora la social tv con il coinvolgimento diretto dei social network stanno modificando i comportamenti delle persone davanti a uno schermo, che oggi non è solo quello del televisore, anzi. Alcune ricerche USA, tra cui quella di Google, hanno dichiarato che una percentuale fra il 65% e il 75% di chi sta guardando la tv allo stesso tempo utilizza un computer, un tablet o uno smartphone (definito second screen, secondo schermo) per conversare via Twitter o Facebook o per navigare sul web. I network e le cable tv, per esempio, per aumentare il coinvolgimento di chi guarda continuano a sviluppare applicazioni o strategie di social marketing. I talent show, gli eventi sportivi e i vari award sono i momenti televisivi che generano la maggiore partecipazione. Il record di tweet lo hanno ottenuto i Grammy Awards 2012, ben 13 milioni, seguiti dall'ultima edizione del Superbowl (12,2 milioni), anche se The Voice e X-Factor ogni settimana coinvolgono gli spettatori che oltre a Twitter, utilizzano Facebook, Get Glue, un social network dedicato alla tv e alcune app per iPhone, iPad e Android. Anche in Italia X-Factor, l'evento televisivo più social del nostro paese, si è trasformato negli anni da classico talent show in cui il pubblico può votare via sms o telefono in una vera esperienza sociale a 360° in cui la partecipazione di chi guarda è quasi più importante del programma in sé.  In poche parole è la fine della televisione passiva. Con la tv everywhere e il video on demand andiamo invece incontro alla delocalizzazione della visione (è possibile vedere una partita di calcio in metropolitana sullo smartphone) e alla fine della tv lineare, cioè quella in cui la programmazione ci viene imposta. Poter vedere una serie tv in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento rende lo spettatore padrone del suo tempo. In questo panorama i singoli canali televisivi vedono calare i dati di ascolto e a rischio le entrate pubblicitarie.  Difficile allora prevedere il futuro della tv, ma senza dubbio i vantaggi sono tutti per lo spettatore, divenuto il vero re dello schermo.
(Mattia Nicoletti)