Le carte scomparse del caso Bisceglia

Il caso di Fedele Bisceglia, il frate condannato nel 2011 per violenza sessuale ai danni di una suora, occupò le prime pagine dei giornali per settimane. Il religioso, che ammise il suo debole per il sesso, si è sempre professato innocente. Contro di lui c’erano le accuse della vittima, le testimonianze di alcune donne che raccontarono di molestie, e le telefonate “hard” tra il frate e alcune donne.
Ma durante le indagini, avviate nel 2005, e prima della sentenza di primo grado (don Bisceglia fu condannato a 9 anni e 3 mesi) anche la squadra mobile di Roma indagò per violenza nei confronti della suora, ritenendola inattendibile. La religiosa si trasferì a Roma dopo aver accusato il frate. Dal 2006 al 2007  denunciò  di essere stata vittima di un sequestro  e di due violenze sessuali, patite da un uomo che avrebbe agito per conto di Don Bisceglia.
Le indagini riscontrarono l’insussistenza delle accuse. La procura di Roma trasmise il fascicolo a Cosenza, ma fu ignorato. Queste carte sono state ritrovate da Eugenio Bisceglia e Franz Caruso, legali del Frate, tramite un’agenzia di investigazioni, la Lormar, e stavolta saranno prese in esame nel processo d’appello: la sentenza è prevista per il 3 dicembre.
(Paolo Chiriatti)