Capo Protezione civile Roma indagato per sale irritante

Roma. Il responsabile della Protezione civile capitolina, Tommaso Profeta, e altri due suoi collaboratori sono indagati dalla Procura della capitale in merito alle operazioni spargisale avvenute per le strade nel corso dell'emergenza neve dello scorso inverno. Secondo l'accusa il cloruro di calcio (usato in parte al posto di quello di sodio) avrebbe messo in pericolo la salute degli operatori che lo hanno distribuito per le strade. L'inchiesta è coordinata dal sostituto Pietro Pollidori ed è partita a seguito di una denuncia presentata nei mesi scorsi dall'Unità sindacale di base. Oltre al responsabile del decimo dipartimento e Protezione civile di Roma capitale, Tommaso Profeta, sono indagati anche un architetto e un ingegnere che fanno parte del suo staff di collaboratori. L'accusa contesta la violazione dell'articolo 26 del testo unico sulla sicurezza sul lavoro (81/2008) che definisce gli obblighi "connessi ai contratti d'appalto o d'opera e di somministrazione". In pratica, secondo la Procura, il lavoratore doveva essere messo al corrente dei rischi nel maneggiare la sostanza.
La replica: fornite le indicazioni d'uso
«Sono stati acquistati e utilizzati prodotti regolarmente impiegati allo scopo e tutte le indicazioni d’uso sono state fornite ai responsabili dei vari settori operativi - precisa in una nota la Protezione civile capitolina - ciascuno dei quali è datore di lavoro, in occasione delle molteplici riunioni tenutesi al Centro Operativo Comunale (Coc). Le modalità d’uso del prodotto utilizzato, peraltro, sono stampate in grande evidenza sulla confezione. La Protezione civile coordina le attività in emergenza - conclude la nota - rispetto alle quali ciascun braccio operativo è datore di lavoro per le forze impiegate, e quindi è soggetto agli obblighi di legge che ne derivano».
 
(Metro)