"Guasto ignoto", pendolari a piedi per 200 metri

Una mattina da incubo per i passeggeri del treno Trenord delle 7.54 proveniente da Camnago e diretto a  Cadorna. Un annuncio di un ritardo di più di 40 minuti. Poi una sosta di 10 minuti nei pressi della stazione di Cadorna. Tutto normale, direbbe ironicamente qualcuno, viaggiare in treno, in Italia, è sempre un terno al lotto. Se non fosse che i passeggeri, a un certo punto, sono stati fatti scendere nel bel mezzo dei binari e hanno dovuto proseguire il loro viaggio a piedi. Il tutto senza che gli fosse fornita alcuna spiegazione. «Non essendoci banchina abbiamo fatto un gran balzo per scendere dal treno - spiega Sabrina Camillucci, tra gli sfortunati pendolari - e come se non bastasse abbiamo dovuto percorrere più di 200 metri a piedi sulla massicciata». Per poter garantire ai passeggeri il cammino in sicurezza, Trenord ha dovuto fermare ben 17 convogli causando ritardi a cascata di circa 20 minuti.
E non si tratta di un caso isolato: «Su questa tratta i ritardi sono quasi all’ordine del giorno. Martedì, a causa di un guasto elettrico, lo stesso treno è rimasto bloccato a Bovisa. Siamo stati costretti a proseguire il viaggio in bus o in taxi. Idem la scorsa settimana. A giugno la linea è stata interrotta per dei lavori ma la situazione non è per niente migliorata. L'unica cosa che è cambiata è il prezzo dell’abbonamento, che è aumentato».
Da Trenord fanno sapere che il disagio è stato causato da un “guasto  di natura ignota”  tale da non consentire la ripartenza del treno e che il personale si è attivato per consentire ai passeggeri di effettuare la traversata in sicurezza. Il guasto di martedì invece è stato causato da un danno alla linea elettrica, non dipendente da Trenord.
(Valentina Valente)