Polverini, l'ombra delle dimissioni

Alla fine di una giornata in cui si sono rincorse le voci di dimissioni e anche di un suo malore (poi smentito), la governatrice del Lazio Renata Polverini ha lasciato ieri sera il ministero dell’Interno dove aveva parlato col Ministro Anna Maria Cancellieri per «capire i tempi» che le dimissioni e le nuove elezioni richiederebbero.
Prima però, Silvio Berlusconi avrebbe rassicurato Polverini sul fatto  tutto il Pdl è con lei. Niente dimissioni quindi, ma a smentire l’addio della governatrice è solo una nota ufficiale del partito. Polverini avrebbe condizionato la sua permanenza alle risposte che attende da Berlusconi: mani libere sul Consiglio Regionale e su Francesco Battistoni, capogruppo Pdl di cui Polverini chiede la rimozione.
Le dimissioni volontarie del Presidente della Regione comporterebbero anche quelle della giunta e lo scioglimento del consiglio regionale. Mentre la destituzione del presidente del Consiglio Regionale Mario Abruzzese, altra condizione richiesta inizialmente da Polverini, richiederebbe tempi lunghi. Su questo punto la governatrice avrebbe fatto un passo indietro.
A far scattare l’aut aut di ieri di Polverini sarebbe stata, secondo fonti del Pdl, la consapevolezza che rimanere al suo posto senza avere  voce in capitolo sul gruppo consiliare del Lazio, avrebbe significato lasciarsi travolgere dal fango che tutta la vicenda Fiorito porta con sè e che fa tremare il partito a livello nazionale.
(Metro)