Sesso e adolescenti i maschi fanno tutto sul web

Per chi è nato dopo gli anni Ottanta questa sarà una notizia un filo più tiepida dell'acqua calda. Purtroppo per molti genitori non nativi del web è invece una scoperta enorme.
Gli adolescenti, soprattutto maschi, ricorrono al web per qualunque esigenza legata al sesso «Il 74% degli adolescenti maschi e il 37 % delle femmine di pari età, ricorrono al web per fare sesso, vedere sesso, sapere tutto sul sesso o cercare un partner; è un dato che colpisce e che molto spesso i genitori sottovalutano». Lo dice il sessuologo Maurizio Bini, direttore del Centro Riproduzione e del Centro dell'Osservatorio Nazionale sull'Identità di Genere all'Ospedale Niguarda di Milano, che ha esordito con questa frase oggi alla presentazione del secondo Congresso nazionale del Sindacato Medici Pediatri di Famiglia (SiMPeF, a Baveno il 21 e 22 settembre).  La rivelazione ha implicazioni nella gestione della sessualità che ovviamente  non riguardano solo i ragazzini maschi, anche perché l'abitudine degli adolescenti di vivere tutto attraverso telefonini e computer implica che il bombardamento di immagini e comportamenti sessualmente espliciti investa per forza di cose anche le coetanee. Infatti il tema della sessualità adolescenziale è quanto mai attuale, secondo Bini, perché «l'anticipo dei tempi di maturazione fisica e il ritardo di acquisizione del senso di autonomia e responsabilità (l'effetto "bamboccioni" o eterni Peter Pan, ndr) hanno prolungato la fascia temporale dell'adolescenza. Se fino a poco tempo fa si stimava nel 60% la fetta di giovani che praticavano la prima sessualità di coppia in età adolescenziale, tale valore ha subito significativi incrementi. Inoltre - prosegue il sessuologo - la rivoluzione informatica ha complicato le cose perché ha consentito nuovi percorsi, spesso incomprensibili per le generazioni precedenti, per la soddisfazione sessuale individuale».
Sexting precoce, adolescenti e genitori inconsapevoli Emergono prepotentemente fenomeni come il sexting, dalle parole inglesi sex (sesso) e texting (pubblicare testo), un neologismo che indica l'invio di immagini sessualmente esplicite o di testi inerenti al sesso attraverso i mezzi informatici. Ma non è una pratica liberatoria anzi, «Il sexting è una pratica che segue un suo rituale ben preciso: il fotografarsi nudi o in pose provocanti, il farlo ovviamente di nascosto dai genitori, l'inviare le immagini per MMS o email» e secondo una recente indagine, citata dal sessuologo Bini, il 20% degli adolescenti ha inviato queste immagini e il 40% le ha ricevute, il che significa che non esiste solo il sexting attivo, ma anche quello passivo, anche non voluto,  rischioso per lo sviluppo dell'identità sessuale del giovane», ha detto Bini. E c'è di peggio, «Il 25% degli adolescenti che pratica il sexting, in maniera assolutamente irresponsabile per le conseguenze, invia le proprie immagini non solo al partner o agli amici in cui ha fiducia, ma a più persone» rischiando, perché inconsapevoli, di attirare attenzioni indesiderate di adulti, e non solo maniaci, che possono peggiorare la situazione.
E sul web c'è tutto il porno possibile...Un altro fenomeno in crescita, ancorché più tradizionale, è la ricerca di materiale sessualmente esplicito sul web. «Esistono circa 2 miliardi di siti pornografici. Una possibilità di scelta infinita di immagini - ha spiegato Bini - che può provocare nel giovane evidenti ripercussioni sulla sessualità agita, e in particolare sul rapporto di fedeltà al partner. Infatti, proprio per quest'ampia disponibilità, diversamente da quanto avveniva in passato, si crea un rapporto con le immagini e l'immaginazione instabile; non si è fedeli al partner "fantasma", lo si sarà probabilmente meno anche con il partner reale.
Senza contare che il rischio di fare paragoni impropri con i protagonisti di performance fasulle Quanti genitori - si è chiesto Rinaldo Missaglia, presidente SiMPeF - hanno una seppur minima idea di tutto ciò? Quanti possono avere bisogno di un professionista competente, preparato, capace di assisterli, anche da un punto di vista medico, ad affrontare questa fase della vita dei propri figli? Come tutto questo incide sul nostro ruolo? Sono quesiti a cui una pediatria di famiglia moderno deve prepararsi a rispondere ed è la ragione per cui abbiamo dedicato al tema un ruolo di primo piano nel nostro congresso». (Metro)