"E ora cantiamo il Mondo Nuovo"

Musica. «Il tema dell'immigrazione è il più paradigmatico dei tempi in cui viviamo, della contemporaneità. Quando parliamo di globalizzazione, pensiamo sempre a Internet e alla finanza: ci dimentichiamo, spesso colpevolmente, che globalizzazione vuol dire innanzitutto divisione del lavoro su scala mondiale: emigrazione». Parola di Pierpaolo Capovilla, leader de Il Teatro degli Orrori in concerto stasera alle 21 alle Terme di Caracalla per “Piazza Bella Piazza”. La band sarà sul palco con i brani de “Il Mondo Nuovo”, concept-album dedicato al tema dell'emigrazione.
In un primo momento volevate intitolare il disco “Storia di un immigrato”, citazione di un disco di De Andrè... Avremmo voluto citare “Storia di un impiegato”, per onorare la bellezza di quel disco. Poi abbiamo pensato De André tutto è troppo bello e troppo importante. Abbiamo, per pudore, preferito un titolo più “nostro” e più metaforico.
Quali sono le novità rispetto ai vostri album precedenti?“Il Mondo Nuovo” è un album di ricerca e dal punto di vista narrativo ha uno sguardo più “evangelico” sulla società in cui viviamo, “compassionevole” e fraterno.
Per voi l'occidente come affronta politicamente i grandi flussi migratori? L'occidente, ricco e industrializzato, continuerà ad opporre ai flussi migratori tutta la sua stanca e ipocrita ideologia identitaria. Nulla può fermare il capitalismo, se non una rivoluzione globale, un ripensamento profondo e generale sullo stato in cui versa il mondo, di cui al capitalismo non interessa un bel niente.
(Stefano Milioni)