Enrico Montesano: "Ricomincio da Radio Radio!"

Intervista – Nel suo cassetto ci sono un progetto per la tv, il secondo libro, un nuovo spettacolo teatrale e la sceneggiatura di un film. Intanto Enrico Montesano riparte dalla radio con "Ho fatto spread" (dal 15 ore 10.30 su Radio Radio, Fm  105.4, streaming su www.radioradio.it)
il varietà diverso dove “non si cucina, non si canta e non si nomina nessuno”. «La radio –spiega – è l'espressione di massima libertà perché dà spazio all'immaginazione e alla fantasia". Due ore di show in diretta ogni sabato e domenica fino a dicembre. “Ci saranno imitazioni, satira, parodia e lo sberleffo sempre col gusto “rugantinesco” di dire la propria –dice l’attore romano. – Insomma, un mix di conversazione con lo spettatore, di personaggi vecchi come il professor Rufus e nuovi come l’indiziato si reato alla Cosima e Michele Misseri”. Assicura che non parlerà di calcio, ma animerà la rubrica “Facce reading” leggendo Gozzano e Scialoja.
Montesano, da “romano de Roma” cosa non sopporta della sua città? Il caos, Roma andrebbe alleggerita, ogni giorno c’è una manifestazione, mettiamo i ministeri altrove, in un' altra città. E poi non capisco perché sono tutti sempre arrabbiati.
Il politico che imita più volentieri? Tonino Di Pietro. E' affascinante per il suo lessico, per la sua veemenza, ho un debole anche per Bersani e per Renzi, che non sarebbe mai un leader perché ha la zeppola, dovrebbe invece ispirarsi alla perfezione di Romney o Obama 8ride n.d.r.).
Che imitazioni farà su Radio Radio? Racconterò il mondo del cinema con le voci di Mario e Vittorio Cecchi Gori, poi ci sarà una sorta di Casa Vianello con una nuova coppia formata da Antonio e Renata che altri non sono che Di Pietro e la Polverini.
E il cinema, le manca? È andato a gonfie vele fino a quando ci sono stati produttori e registi che mi stimavano, poi con le nuove generazioni ci siamo fermati insieme. Il cinema è come l'amante del momento, certo, se mi chiamassero per un ruolo accetterei, il lavoro di attore è così, è fatto di corsi e ricorsi. Che peccato però che alla Mostra del cinema di Venezia non vince mai un film italiano…
Dopo il geometra 50enne di "Un alibi di scorta", suo  romanzo d'esordio, M. pensa gia' ad un secondo libro? Sì, penso ad un racconto simile ad un’apologia, una favola. In Madagascar ho scritto la sceneggiatura del primo libro per farne un film per il cinema, che ormai si fanno con i produttori che hanno i soldi. Di lei dicono spesso: "Montesano strappa risate anche in tempo di crisi" come si fa ad affrontare la crisi con
ironia? Rispetto al passato è più difficile far ridere? Non e' difficile far ridere altrimenti non sarebbero pieni certi cinema. Far ridere chi non riesce ad arrivare alla fine del mese è difficilissimo. Forse riesco a strappargli un sorriso, almeno ci provo. Se potessi gli darei un posto di lavoro o un aumento di stipendio. So che Montesano  sogna una nuova commedia musicale… Si, vorrei farla prima di morire. Tutti abbiamo un angelo custode, il mio mi esorta a fare cose che inimmaginabili.
Lei ha detto: "Tutte le idee nuove, quelle che non solcano sentieri già battuti hanno bisogno di una lunga gestazione". Che idea nuova ci vorrebbe per cambiare il corso della tv di oggi priva di novità? Cosa le propone la tv? Mi chiedono di andare a cucinare , ma a me non piace. Non rientro nei loro programmi: io a presentare le scatole, fare quiz o serate canore non sarei bravo.
E le idee nuove? L’anno scorso ho portato un nuovo progetto a Rai Due. Mi hanno chiesto qual è il target, chi sono gli investitori, bisogna sentire il marketing... e bla bla bla. Forse non era il momento giusto, ma le idee nuove bisogna avere il coraggio di realizzarle. Il nuovo spaventa quindi meglio fare una cosa che un po' ricorda quella già fatta.
(Barbara Nevosi)