IL MERCATO DELL'AUTO SEMPRE PEGGIO

Se la pausa estiva ci aveva lasciato con un settore dell’auto con 230.000 vetture perse rispetto allo scorso anno e lo Stato con 1,5 miliardi di euro di mancato introito per Iva non incassata sulla base di una media di vendita, sino a tre anni fa di 2.000.000 di vetture l’anno, il risultato di fine agosto aumenta la preoccupazione degli operatori del settore: 56.447 unità immatricolate, pari al 20,23% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. «Si tratta della logica conseguenza di una serie di leggi inefficaci per le finanze dello Stato, come il superbollo e l’aumento delle imposte provinciali di trascrizione, addirittura devastanti per il mondo dell’auto» spiega Jacques Bousquet, presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere in Italia. Per non dire della congiuntura economica che non spinge certo i potenziali clienti a cambiare auto.
"Disamoramento" per le quattro ruoteInoltre, forse per la prima volta, l’Italia sembra entrata in una fase di “disamoramento" nei confronti delle quattro ruote: molti giovani, ad esempio, scelgono forme alternative di trasporto come i voli aerei low cost o sembrano più interessati all’utilizzo dell’auto piuttosto che al suo possesso. Si spiega così il sempre maggior successo di formule come il car sharing”, una forma di condivisione dell’auto che non contempla i costi fissi come assicurazione e bollo, tanto per intenderci, ormai insostenibili per molti giovani con lavoro precario. Ulteriore problema i continui aumenti dei carburanti: un litro di benzina è arrivato a superare i due euro al litro e uno di gasolio è sempre più vicino a quella fatidica soglia. Aumenti che portano a un utilizzo dell’auto  legato alla stretta necessità. Non a caso si allarga sempre più il fenomeno le lunghe code alle stazioni di rifornimento che praticano sconti anche minimi.
L'affare della vitaEppure mai come adesso chi volesse acquistare un autoveicolo potrebbe disporre di una scelta ampissima e, grazie a promozioni molto impattanti, concludere l'affare della vita, almeno secondo l’associazione dei concessionari italiani. «In agosto le reti di vendita hanno ridotto al minimo le ferie per cercare di intercettare tutti i potenziali clienti. Nonostante tutto ciò il mese ha chiuso malissimo» è però il laconico commento sui dati emersi di Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l'associazione che rappresenta i concessionari ufficiali di tutti i marchi commercializzati in Italia di auto, veicoli commercial e industriali. Sempre secondo le stime di Federauto, il progressivo raggiunto ad agosto confermerebbe la previsione di mercato per la fine del 2012 a 1.370.000 vetture immatricolate, un volume inferiore di circa 630.000 unità rispetto alla media degli ultimi 5 anni. Questo si tradurrà in un minore gettito di Iva e altre imposte stimato in 3 miliardi di euro, oltre a un probabile calo occupazionale di circa 220.000 unità in un settore che occupa, con l'indotto, 1.200.000 addetti.
Nuvole nere sul 2013Guardando poi al potenziale di vendita di auto nuove per il prossimo anno, pesa la situazione del mercato del lavoro, con un tasso di disoccupazione previsto in costante peggioramento rispetto all’andamento di quest’anno e che, secondo i dati aggiornati diffusi dall’ISTAT ha registrato un ulteriore incremento, raggiungendo il 10,8%. Se a tutto ciò aggiungiamo il carico fiscale che continuerà a gravare sulle famiglie, si fanno sempre più forti i rischi che si determinino ulteriori contrazioni dei redditi disponibili per far fronte alle necessità. «Pertanto, in assenza di interventi a sostegno dei consumi e del settore – fanno sapere dall’Anfia l’associazione dei costruttori nazionali - la domanda di autovetture nuove del prossimo anno sarà ancora più debole dell’attuale. Tutti gli indicatori economici e settoriali analizzati dal nostro Centro Studi delle associazioni di categoria indicano che difficilmente nel 2013 il mercato riuscirà a mantenere i livelli di quest'anno». (Metro)