Il docufilm sul web e si autofinanzia

Intervista Si conoscono da sei anni, stanno insieme da tre. Lei regista di documentari d'autore, lui è il fotografo di guerra, vincitore del prestigioso World Press Photo 2010. Margherita Pescetti e Pietro Masturzo dividono la vita e un progetto di lavoro: ultimare il web documentario “Fonti del conflitto” sulla situazione nella Valle del Giordano, al confine tra Israele e Palestina, dove è in atto una vera e propria guerra per l'acqua potabile. Dopo una prima fase il lavoro si è fermato, quello ancora da fare è grande e coinvolge programmatori, web designer, giornalisti, fotografi, cameramen. Pensavano che sarebbe stato più facile e veloce realizzarlo e invece c’è bisogno di altro tempo e soldi. Come trovarli? Lanciando un appello sul web ad amici, conoscenti e a tutti coloro che vogliono aiutarli via email e sul sito di crowd funding: www.produzionidalbasso.com/pdb_1191.html#Masturzo, perché un web documentario?È multimediale, nuovo e inesplorato. Nel web documentario si incrociano più strumenti tra loro (immagini, documenti, video, testi, interviste). Si rivolge ad un pubblico più vasto, dà la possibilità di fruizione attiva scegliendo tematiche da approfondire, modi e tempi di fruizione. L’aspetto più interessante è la produzione collettiva dal basso (crowd funding) che garantisce informazione libera, accessibile a tutti e assicura fruitori alla fine del lavoro. L’Italia è indietro, i francesi invece ne producono una grande quantità. Perché e chi dovrebbe finanziarvi?Gli appassionati all’argomento, addetti ai lavori e non. La nostra è una sfida alla crisi stessa, è in momenti storici come questo che nasce la solidarietà: l’unione fa la forza. La quota minima è di 15 euro, non è una grande cifra ma unita alle altre fa la differenza. Rimangono ancora 200 quote da coprire entro il 10 settembre. Quando si parla di Palestina si pensa alla Striscia di Gaza, voi invece sollevate il problema dell’acqua nella Valle del Giordano. Perché?In Medio Oriente l’acqua è poca e secondo leggi internazionali andrebbe divisa equamente. I coloni del West Bank (la sponda occidentale) pagano l’acqua meno degli israeliani stessi, i palestinesi invece, non hanno libero accesso quindi subiscono una grande ingiustizia. Davanti a situazioni del genere non puoi non incazzarti e appassionati. (Barbara Nevosi)
 
società Cos’è il crowd funding? Un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di altre persone ed organizzazioni. È un processo di finanziamento dal basso, i campi di utilizzo sono i più disparati: aiuto in caso di tragedie umanitarie, sostegno ai beni culturali, giornalismo partecipativo, ricerca scientifica. Il web è la piattaforma privilegiata, in Italia la prima in tal senso è Produzioni Dal Basso. Nata nel 2005 su idea di Angelo, creativo milanese allora 31enne, e altri 4 amici, la piattaforma, generalista e gratuita, oggi conta 19.242 iscritti, 167 progetti realizzati e 243 in fase di sviluppo. Gli esperti del settore dicono che a partire dall’autunno in Italia il crowd funding avrà un grande boom. «Si pensi solo che un po’ per la crisi, un po’ per altri fattori noi abbiamo avuto un’impennata di progetti e di iscritti (oltre 9mila) solo negli ultimi 7 mesi – spiega il fondatore di Produzioni dal Basso. -  Questo è un servizio orizzontale, popolare, gratuito». (B.N.)