Consiglio di Stato Niente vendita Acea

Su Acea la quinta Sezione del Consiglio di Stato ha dato ragione all’opposizione in Comune, accogliendo il ricorso dei consiglieri Gianluca Quadrana, Francesco Smedile e Maria Gemma Azuni, rappresentati e difesi dall’avv. Gianluigi Pellegrino.
Il Campidoglio, dunque, non potrà procedere all’approvazione della delibera sulla vendita del 21% delle quote di Acea senza trattare i 23.000 ordini del giorno presentati dai consiglieri dell’opposizione. In particolare, secondo il Consiglio di Stato, «la lesione dell’interesse dei Consiglieri ad esplicare appieno le proprie funzioni, comprensive del diritto a discutere gli ordini del giorno e del successivo diritto ad esercitare il diritto di voto, è immediatamente rilevante», contestando tra l’altro la procedura messa in atto dalla maggiornaza (prevista dal regolamento comunale) di congelare il dibattuto e procedere a tappe forzate per la vendita del 21% di Acea.
Il Consiglio di Stato ha disposto che la sentenzaa sia «eseguita dall’Amministrazione».  In una nota congiunta diversi consiglieri del Pd hanno chiesto le dimissioni del presidente dell’Assemblea Capitolina Marco Pomarici, colpevole secondo l’opposizione, di aver bloccato i lavori in Campidoglio e la discussione del bilancio 2012. Amaro il commento del sindaco di Roma Gianni Alemanno: «La vendita di Acea avrebbe portato al Comune 200 milioni di euro per investimenti e infrastrutture».
(Metro)