Crisi: cosa ci aspetta da settembre

Cosa accadrà al nostro Paese se lo spread non dovesse scendere? E alla moneta unica: riuscirà a superare indenne questo periodo di forte incertezza dei mercati o c’è il rischio che gli attacchi degli speculatori riescano nel loro intento di indebolire l’euro fino al punto di farla crollare? Abbiamo chiesto a due economisti di spiegarci gli scenari che si aprono per i prossimi mesi dopo il nuovo innalzamento dello spread Btp-Bund oltre la soglia psicologica dei 500 punti.
Angelo Baglioni: “L'Italia può resistere ancora 18 mesi"
«Non si può escludere del tutto  il pericolo che si vada verso il dissolvimento dell’euro, anche se al momento è poco probabile»: ammette  la possibilità che si verifichi l’ipotesi peggiore Angelo Baglioni, professore di Economia Politica presso l'Università Cattolica di Milano.    Con questi livelli di spread, l’Italia è gia a rischio?Assolutamente no. Se lo spread si mantenesse  sopra quota 500 non potremmo resistere per sempre, ma ancora abbiamo un po’ di tempo: possiamo sostenere questo livello di interessi  per  altri  18 mesi.   Il governo ha attuato diverse misure per rendere più rigorosi i conti pubblici. Perché il mercato ci penalizza così?L’origine di questa ennesima crisi ha la sua origine  nell’approvazione da parte dell’eurogruppo del piano di salvataggio per le banche spagnole. Una parte dei  100 miliardi di euro destinati agli istituti di credito iberici, saranno infatti utilizzati per acquistare titoli di Stato spagnoli. Una sorta di scudo antispread, per il quale però sono state chieste delle condizioni, anche molto dure. Le prime conseguenze sono state l’aumento dell’Iva e il taglio delle tredicesime. Tutto questo però ha fatto si che ai mercati arrivasse il messaggio che la Spagna non può farcela da sola. Cosa dobbiamo fare allora?L’Italia sta facendo tutto il possibile. Non dipende solo da noi, la Bce deve adottare politiche non convenzionali. Certo non la linea tedesca, che già vorrebbe la Grecia fuori dall’euro. 
Andrea Boitani: "Il bilancio federale può salvare l'euro"
«Non credo ci sia alcun pericolo che l’euro crolli. È semplicemente un’opzione che non è contemplata dai trattati dell’Unione monetaria»: ne è certo il professore Andrea Boitani,   ordinario di Economia monetaria presso l’Università Cattolica di Milano.Quali sono i rischi che corre l’Italia con l’attuale situazione?Non quella di uscire dal’euro. Perché vorrebbe dire che è finita l’unione monetaria, che ripeto, è un’ipotesi non prevista. Se lo spread dovesse aumentare ancora e a lungo, è ovvio che si porrebbe il problema di come pagare gli interessi dei titoli di Stato. Cosa dovrebbe fare secondo lei il governo italiano per uscire da questa crisi?Dal punto di vista del riordino dei conti pubblici, sta facendo tutto quello che è possibile fare. Ma non capisco perché il premier Monti, dopo aver fatto fuoco e fiamme per convincere l’eurogruppo dell’importanza dello scudo anti-spread, si sia affrettato a dichiarare che noi non ne abbiamo bisogno. Credo invece che in questo momento la Bce dovrebbe riempirsi di titoli di Stato  spagnoli e italiani,  per far calare lo spread.Cosa dovrebbe fare l‘Ue?La Commissione europea dovrebbe avere più poteri. Non ha senso avere regole finanziarie comuni senza un bilancio federale. Gli economisti sapevano da tempo che questa era un’anomalia. Fino a che le cose sono andate bene, si  è fatto finta di niente, ma ora i nodi sono venuti al pettine.
 
(Valeria Bobbi)