Precario l'80% dei neoassunti

Roma. Che il posto fisso sia una chimera è ormai certificato:   nel terzo trimestre  di quest’anno  le assunzioni a tempo indeterminato previste   sono il 19,8% del totale, meno di una su cinque,  come già nel secondo trimestre, mentre nei 4 trimestri precedenti erano comprese fra il 27 e il 34%. Lo rivela il rapporto Unioncamere-Excelsior, secondo cui si registra anche  un calo nelle assunzioni previste dalle imprese nel terzo trimestre: sono 158.840, quasi 3.800 in meno rispetto a quelle del 3° trimestre 2011 (-2%). Nel dettaglio, si avranno 42 contratti atipici ogni 100 contratti di assunzioni diretti (25,8 nel secondo trimestre) e 25 contratti di lavoro non dipendente,  il doppio rispetto ai 13 del trimestre scorso.
Imprese e giovaniDa luglio a settembre di quest’anno, le imprese di servizi assegnano ai giovani fino ai 29 anni, tra il personale da assumere, una quota del 32,7%, l’1% in più del trimestre precedente. Nell’industria invece, per i giovani si registrerà un lieve calo, dal 29,8% al 26,8%.  
Buste paga al paloMa le cattive notizie arrivano anche per chi il lavoro ce l’ha. Secondo  Bankitalia, le retribuzioni medie reali nette, dal 2000 al 2010, sono aumentate solo di 29 euro, passando da 1.410 a 1.439 euro (+2%). Dati su cui pesano la crisi economica e gli interventi che hanno toccato in particolare gli statali. Su cui sembra scampato il pericolo di un taglio delle tredicesime.Dai dati emerge inoltre che il differenziale  degli stipendi tra centro-nord e sud-isole non arresta la sua corsa: in 10 anni l'incremento è stato del 2,5% al Nord contro lo 0,7% del Meridione. In termini reali al centro-nord si è passati da 1.466 euro del 2000 a 1.503 euro del 2010 (+64 euro); mentre nel mezzogiorno le retribuzioni sono passate da 1.267 euro a 1.276 euro, con una crescita di soli 9 euro. Le differenze restano notevoli anche tra i due sessi; con gli uomini passati da 1.539 euro a 1.586 euro (+47 euro), e le donne,  da 1.220 euro e sono arrivate e 1.253 euro (+35 euro).
 
(Metro)