Cgil: a settembre a Milano 170 presidi in meno

Da una parte i diritti di chi ha fatto ricorso al Tar e si è visto dare ragione, dall’altra i diritti di chi  ha passato pre-test, scritti e orali, e ora vede allontanarsi la nomina   in una regione con una atavica fame di dirigenti scolastici. In mezzo, o meglio intorno, il caos che a settembre investirà le scuole, gli studenti e le famiglie. Dopo l’annullamento del Tar del concorso per 355 posti da dirigente, a settembre la Cgil prevede «in una ipotesi ragionevole, almeno 170 direzioni scoperte a Milano e provincia su 370 o 372 unità scolastiche (che non sono scuole singole, ndr)  - spiega Attilio Paparazzo segretario generale Flc Cgil di Milano - in una situazione già adesso insostenibile: in Lombardia avremmo dovuto tagliare 25 scuole per il tetto imposto dal Governo, perché sotto i mille alunni, e invece la Regione ne ha chiuse 60  creando plessi da oltre 2.000 allievi». Esempi? «A Parabiago ci sarà un’unica direzione scolastica per 12 plessi con circa 2 mila allievi». La maglia nera per i plessi-monstre  andrà a «Calolziocorte,  Lecco,  un mega plesso da 2.200 allievi». Sono oltre 400 gli istituti che a settembre potrebbero non avere alcun dirigente.
 Forse un altro ricorso
Il sindacato sostiene le ragioni di chi l’esame l’ha passato: su 132mila che hanno provato il pre-test, oltre 5mila lombardi, 996 hanno passato gli scritti e di questi 550 gli orali,  e si augura che il Miur faccia ricorso al Consiglio di Stato contro quello (vinto a causa di buste troppo trasparenti per nascondere i nomi dei candidati) dei 110  bocciati «almeno per scongiurare gli effetti più gravi, cioè l’ingovernabilità delle scuole», e comunque ci vorrà «qualche mese in attesa della Consulta, o minimo 7/8 mesi se si dovesse rifare tutto» spiega Paparazzo, che però teme un altro tipo di ricorso, che potrebbe arrivare a novembre: «Mi auguro che non succeda ma il test di preselezione (risposta multipla in tempo limitato) non valuta le competenze e in tanti non l’hanno passato perché hanno risposto magari a 77 domande su 100 invece di 80 - spiega Paparazzo - e questo tipo di ricorsi è già stato presentato e vinto».
(Simona Mantovanini)