Tajani: da settembre la nuova Milano

È preparata; è giovane; è donna. Nel giro di un anno si è imposta come uno dei nomi più rappresentativi della Giunta Arancione. È Cristina Tajani, classe 1978, Assessore al lavoro, Sviluppo e Università.
Assessore, il bilancio di questo primo anno è...?
Positivo, considerando che ci siamo insediati quando il governo ha tagliato i fondi ai comuni e la crisi stava galoppando. Ma siamo riusciti a rientrare nel Patto di stabilità per il 2011 e il 2012 mantenendo i servizi, e questo ci permetterà di investire nei prossimi tre anni.
Quale provvedimento ritiene un suo successo?
L’avvio a ottobre della Fondazione Welfare Ambrosiano, quella annunciata più volte dalla Moratti ma che era sempre al palo. Un’istituzione che  ha già erogato 150 microcrediti.
Quale è stata la delibera che ha caratterizzato quest’anno di governo?
È un insieme di provvedimenti: oltre a quelle di bilancio e Area C, citerei il Pgt, la miglior risposta a chi ci accusava di voler impoverire la città. Per quanto mi riguarda, scelgo la delibera di indirizzo sulle politiche del lavoro, che pensa alle  giovani imprese.
E un provvedimento votato controvoglia?
Finora non ho dovuto mettere in discussione la mia coerenza.
Abbiamo visto anche molta litigiosità tra gli assessori, mentre voi assessore siete apparse più coese, perché?
Bisogna rilevare differenze di stile nella gestione delle posizioni di potere tra donne e uomini. Noi donne abbiamo momenti piacevoli di condivisione: ci vediamo quasi ogni lunedì a pranzo per scambiarci opinioni, impressioni e fare bilanci. I maschietti forse non hanno fatto lo stesso, anzi, li inviterei a creare occasioni di confronto anche più conviviali!
Pisapia nel “conclave” ha chiesto un’idea che rilanciasse la giunta, qual è la sua? 
La settimana prossima si riunirà “Il tavolo dello sviluppo” con sindacati, università e imprese: lì presenteremo una bozza della città del futuro. 
La crisi sta pesando sui milanesi, con che strumenti intendete affrontarla?
A settembre partiremo con progetto di “anticipazioni sociali”: di fatto, anticipiamo ai lavoratori il sussidio che spesso arriva anche sei mesi dopo essere rimasti senza lavoro.  
Questo è un tampone, ma per rilanciare l’economia?
A breve presenteremo un progetto sulla creazione di incubatori di impresa quattro quartieri periferici della città.
A settembre arriverà la delibera sulle unioni civili?
È un impegno preso dal sindaco che rispetteremo. Credo che la voteranno tutti, è un testo equilibrato che garantisce diritti a chi non può averli.
Capitolo Expo: molti vostri elettori sono confusi, per non dire contrari, all’opera…
Prima di Pisapia, i milanesi identificavano Expo con le beghe sui terreni. Ora iniziano a capire che i temi di Expo – alimentazione, sostenibilità, solidarietà – sono di sinistra.
Ok, però i ritardi sembrano irrecuperabili, i rapporti con Formigoni pessimi e Roma “distratta”. Come uscirne?
Il successo di Expo confermerà che il rilancio dell’Italia parte da Milano, e confidiamo che tutte le istituzioni collaboreranno. Dal Governo abbiamo rassicurazioni che darà indicazioni in tempi brevi sul Padiglione Italia. Le polemiche durano lo spazio di un giorno: noi preferiamo guardare ai mille giorni che mancano.
Infine il rimpasto, si farà? 
Vedremo alle elezioni, se qualcuno da Milano assurgerà a ruoli più “alti”,  significa che stiamo facendo bene!
 
 
Nuove imprese, incubatori in quattro quartieri
Quattro  incubatori d’impresa in altrettanti quartieri. È il nuovo progetto dell’assessore  Tajani.
A Quarto Oggiaro  si insedierà l’incubatore delle imprese sociali.
Via Tortona  ospiterà le imprese creative che si uniranno alla riqualificazione dell’ex Ansaldo.
Alla Bovisa si investirà sulle quelle tecnologiche.
In via Bottego sorgeranno imprese  “leggere” in cooperazione con CCIAA.
 
(Andrea Sparaciari)